Economia

Bollette. Elettricità, il mercato libero ha un problema di prezzi

Pietro Saccò venerdì 18 settembre 2020

Contatori della luce

Gli italiani ci hanno messo del tempo ad abituarsi all’idea di passare al mercato libero dell’elettricità, quello dove i prezzi sono costruiti dalle offerte concorrenziali degli operatori invece che dalle decisioni dell’Arera, l’autorità per l’energia. Introdotto nel 2008, dopo 5 anni il mercato libero era stato scelto solo dal 20% delle famiglie. Il passaggio, però, sta avvenendo. La quota di famiglie che sceglieva di abbandonare il mercato tutelato per passare a quello libero tra il 2014 e il 2018 era sempre rimasta attorno a un 8-10% annuo. Nel 2019 con un balzo è salita fino al 15%, ha rivelato il rapporto 2020 dell’Arera. Così lo scorso anno i clienti del mercato libero hanno raggiunto il 49,4% delle famiglie italiane e quasi certamente quest’anno il mercato libero domestico supererà, per la prima volta, quello tutelato. Un sorpasso irreversibile: una volta che si è passati al mercato libero non si può tornare indietro e, se non ci saranno altri rinvii (per nulla improbabili), dal 1° gennaio del 2022 tutte le famiglie saranno comunque obbligate a passare al mercato libero.

Non è detto che sia un affare. L’indagine annuale dell’Arera mostra che il prezzo medio totale per Megawattora al netto delle imposte pagato dalle famiglie italiane passate al mercato libero è stato di 242,1 euro contro i 215 euro per Mwh pagato da quelle rimaste nel mercato a maggiore tutela. Se si guarda ai soli costi di approvvigionamento la differenza aumenta: 128,1 euro per Mwh sul mercato libero e 101,9 euro sul mercato a maggiore tutela. Per le classi di consumo più comuni, quelle tra i gli 1,8 e i 5 Mwh all’anno, la distanza aumenta passando da 26,2 a poco meno di 30 euro di differenza.

Il confronto tra le diverse proposte, va detto, non è dei più semplici. Spesso le offerte sul mercato libero sono abbinate ad altri prodotti, come l’installazione di pannelli solari o sconti sulla pay tv, che possono rendere conveniente la proposta commerciale nel suo complesso. Inoltre nella grande maggioranza dei casi chi passa la mercato libero sceglie la soluzione a “prezzo fisso” così da proteggersi da variazione della bolletta. Ma in questi anni, in cui le quotazioni delle materie prime emergetiche sono scese a livelli molto bassi e lì sono rimaste, il prezzo fisso è stata una scelta svantaggiosa.

Lo stesso Stefano Besseghini, presidente di Arera, ha ammesso che il problema esiste: «Nel 2019 i clienti domestici hanno pagato mediamente il 26% in più sul mercato libero, per l’approvvigionamento dell’energia elettrica. Pur scontando le possibili differenze in termini di condizioni contrattuali e di servizio offerto, questo differenziale di prezzo rappresenta certamente un elemento di attenzione ». Per questo l’Autorità sta intensificando la sua azione per aiutare e proteggere le famiglie in questa transizione verso il mercato libero. Soprattutto, occorrerà che gli italiani sappiano davvero leggere le offerte e capire le bollette prima di fare le loro scelte. Servirà quella che Besseghini ha definito una «maggiore trasparenza per permettere a ciascun cliente finale di comprendere meglio le proprie esigenze in termini quantitativi e qualitativi, dal primo contatto con il venditore alla migliore conoscenza della propria spesa con la bolletta».