Economia

LUSSEMBURGO. Ecofin, alla ricerca di un accordo su nuove regole su risoluzione banche

venerdì 21 giugno 2013
​I ministri delle Finanze dell'Ue riuniti a Lussemburgo sono pronti oggi per una difficile maratona negoziale sulla definizione delle nuove regole sulla risoluzione delle banche. Un tassello fondamentale nella costruzione dell'Unione bancaria, dopo l'accordo di ieri all'Eurogruppo sulle regole per la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell'Esm, che potrà essere retroattiva ma sulla base di una valutazione "caso per caso".L'accordo "garantirà la stabilità dell'eurozona ed eviterà il contagio tra crisi bancaria e crisi dei debiti sovrani", ha detto ieri a tarda sera il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, annunciando che per la ricapitalizzazione delle banche saranno messi a disposizione 60 miliardi dei 500 di cui dispone il Meccanismo europeo di stabilità, cifra che potrà essere rivista dal board dei governatori dell'Esm "se sarà ritenuto necessario".In ogni caso, il ricorso alla ricapitalizzazione diretta - che non potrà entrare in vigore prima della metà del prossimo anno, una volta operativa la supervisione unica bancaria - avverrà solo a certe condizioni. "Se qualcuno pensa che sarà sufficiente fare una richiesta all'Esm quando una banca ha bisogno di esserericapitalizzata, si sbaglia", ha avvertito il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble. Bisognerà infatti prima dimostrare che esiste un rischio per la stabilità finanziaria dell'eurozona ed esplorare prima altre opzioni, come il possibile intervento degli azionisti e di alcuni creditori. Nel caso in cui questo non dovesse bastare e fosse necessario ricapitalizzare una banca da parte dell'Esm, gli Stati membri dovranno comunque contribuire fino al 20% nei primi due anni, successivamente fino al 10%.Raggiunto l'accordo sulla ricapitalizzazione, i ministri delle Finanze dei 27 negoziano oggi a Lussemburgo le regole sulla risoluzione ordinata delle banche in difficoltà in una trattativa che si preannuncia lunga e complicata e che potrebbe durare anche tutta la notte. l ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan, presidente di turno della Ue, è tuttavia ottimista: "Abbiamo fatto progressi sostanziali sulla proposta ed un accordo sul tema resta una priorità". Restano tuttavia le divioni: da una parte ci sono Paesi come Gran Bretagna e Francia che chiedono una maggiore flessibilità per decidere caso per caso chi dovrà pagare (la 'gerarchià prevede azionisti, creditori non assicurati, detentori di obbligazioni 'senior' e correntisti con depositi oltre i 100mila euro), mentre laGermania insiste per regole le più rigide possibili per evitare ogni situazione di incertezza.