Economia

LA CRISI DELL'EMIRATO. Crac di Dubai, il governo: «Non garantiremo i debiti»

mercoledì 30 dicembre 2009
La crisi finanziaria di Dubai World la holding finanziaria dell'emirato del Dubai fa ancora sentire i suoi strascichi. Soprattutto alla luce dell'annuncio fatto da Abddulrahman al-Saleh, direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai, che il governo di Dubai non intende garantire i debiti di Dubai World e i suoi creditori subiranno «a breve termine» le conseguenze della ristrutturazione del debito della conglomerata. «I creditori - spiega Abdulrahman al-Saleh alla tv di Dubai - dovranno assumersi la loro parte di responsabilità per la loro decisione di prestare soldi alle compagnie». «Essi pensano - aggiunge - che Dubai World faccia parte del governo, il che non è corretto». «Il governo - spiega ancora - è il proprietario della compagnia, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita dal governo». Dubai World, precisa il direttore generale «fa accordi con tutti su quest base e i suoi prestiti si basano sui suoi progetti e non sulle garanzie del governo». Secondo Saleh la reazione dei mercati, che ha mandato a picco le Borse di Dubai e di Abu Dhabi, è esagerata. «La ristrutturazione del debito - dice ancora - è una decisione che è nell'interesse di tutte le parti nel lungo termine, ma potrebbe infastidire i creditori nel breve termine». La ristrutturazione dovrebbe riguardare 5,7 miliardi di debiti, con scadenza prima del prossimo maggio. La banca centrale degli Emirati arabi uniti ha assicurato che fornirà liquidità extra al sistema bancario, ma Saleh dubita che ce ne sarà bisogno. «Penso - spiega - che le banche a questo stadio non abbiamo bisogno di liquidità extra da parte della banca centrale».Le borse dell'emirato in profondo rosso. Chiusura di conseguenza in profondo rosso per le borse di Dubai e Abu Dhabi. Il listino di Dubai ha perso il 7,3% con tutti i gruppi bancari ed edilizi in picchiata. Giù anche la borsa di Abu Dhabi, che ha fatto registrare un -8,3%. Prima del terremoto finanziario, la borsa di Dubai aveva chiuso in rialzo del 28% dall'inizio dell'anno. In perdita anche la borsa dell'Egitto (-6,86%) mentre la borsa dell'Arabia Saudita è chiusa fino a sabato, e nemmeno è aperta quella del Kuwait. Direzione opposta per le borse dell’Asia, dove Tokyo ha concluso gli scambi con un balzo del 2,91% e Hong Kong del 3,25%.