Economia

Food4minds. Dall'alternanza alla sinergia scuola-lavoro

mercoledì 3 maggio 2017

Il progetto Food4minds di Manageritalia ha coinvolto nel 2016/2017 quasi 100 studenti di tre scuole superiori e tre aziende milanesi e lombarde e ha visto i manager fare da ponte tra scuola e lavoro per portare in classe le competenze oggi richieste dal mercato. Questa la vera novità per colmare l’annoso gap e avere giovani in linea con le esigenze delle aziende. Grande successo e entusiasmo da parte di
studenti, docenti, manager e istituzioni. Ora il progetto vuole diventare un’iniziativa nazionale.

«Food4minds promosso dal Gruppo donne manager di Manageritalia Milano – ha spiegato Marisa Montegiove, coordinatrice del gruppo – è molto di più di un’alternanza scuola-lavoro, perché mette in sinergia questi due mondi facendoli dialogare sulle competenze richieste dal mercato con i manager a fare da ponte». Infatti il progetto è innovativo perché parte dalle competenze oggi richieste dal mercato e le pone come basi per l’azienda, che sviluppa una gap analysis sui suoi collaboratori, e la scuola facendole
entrare nei suoi programmi. Coinvolge non solo le aziende grandi, ma anche quelle medie. Porta manager e professionisti a scuola per fornire competenze tecniche, su materie non incluse nei programmi ministeriali, e competenze soft, le più richieste dal mondo del lavoro. Per esempio public speaking, project management, coding (elementi di programmazione), sviluppo di casi aziendali, lavoro in gruppo guardando anche allo sport, lavoro con il digitale, orientamento professionale e alla ricerca di un lavoro.

«Manageritalia – ha detto Roberto Beccari, presidente Manageritalia Milano – ha ideato, progettato e gestito food4minds con i suoi manager, alcuni impegnati direttamente anche nella fase pilota, perché abbiamo un ruolo sociale, ma anche perché egoisticamente avere i prossimi lavoratori in linea con le richieste del mercato del lavoro è meglio per le aziende, ma soprattutto per tutto il Paese. Abbiamo infatti bisogno di giovani che entrino in azienda e siano pronti a portare una ventata di novità e innovazione, perché sono loro che sanno meglio dialogare con il mercato di oggi. E questo ci serve per crescere e creare
occupazione».

Sono stati coinvolto 100 studenti del 4° e 5° anno del Liceo scientifico Setti Carraro di Milano abbinato ad Adecco; l’Istituto professionale alberghiero Carlo Porta di Milano abbinato alla catena alberghiera Enteprise Hotel; l’Istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci di Carate Brianza abbinato alla azienda meccanica Nadella.


Intanto la ricerca Studenti e lavoro che cambia, su un campione rappresentativo di 800 studenti 18-19enni
italiani, mostra luci e ombre. «Su tutto – ha detto Cosimo Finzi, direttore di Astra Ricerche, presentando l’indagine fatta per Manageritalia – prevale un forte pessimismo: per il 76% aumenterà l’emigrazione dei giovani per cercare lavoro, per il 37% aumenterà la disoccupazione giovanile, per il 40% diminuirà
ulteriormente la retribuzione dei giovani al primo lavoro. Di fronte a questo generale scenario negativo, guardando a sé diventano invece più positivi: solo il 26% pensa che dovrà lottare con molte persone per avere il posto di lavoro ambito, il 41% pensa addirittura che finiti gli studi troverà lavoro in poco tempo.

Guardando al lavoro che vorrebbero fare in futuro sono divisi a metà tra chi vede un lavoro “vecchio
stampo” fatto di posto, orario e stipendio fisso, stessa azienda e vicino a casa, rispetto a chi è proiettato verso “il nuovo lavoro che avanza” e vede tutto più flessibile (orario, contratto, modalità di lavoro, stipendio basato sui risultati) e internazionale (all’estero e/o comunque in multinazionali o grandi aziende).

Conoscono abbastanza le skill oggi richieste dal mercato, su tutto lingue (63%) e competenze informatiche (49%), ma poi dichiarano di averle poco (lingue 27% e informatica 32%). Vogliono una formazione più attuale, tant’è che la grandissima maggioranza (89%) afferma che la scuola italiana deve rinnovarsi molto (47%) o abbastanza (29%).