Economia

CRISI E UNIONE EUROPEA. Sintonia Merkel-Monti Giorni intensi per il premier

lunedì 30 luglio 2012
​Mario Monti è stato invitato a Berlino per la seconda metà di agosto dal cancelliere tedesco Angela Merkel. È quanto riferisce una nota di Palazzo Chigi nella quale si fa riferimento alla conversazione telefonica avvenuta sabato scorso tra Monti e Merkel. "Il presidente del Consiglio Mario Monti e il cancelliere Angela Merkel - si legge nel comunicato - hanno avuto uno scambio di vedute telefonico circa la situazione della zona euro. Essi hanno convenuto che Germania e Italia prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere l'eurozona". La nota sottolinea il punto politico più rilevante della conversazione tra i due leader: "Hanno anche reiterato la loro comune richiesta che venga data attuazione alle conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno senza alcun ritardo. Il cancelliere Merkel ha invitato a Berlino nella seconda metà di agosto il presidente Monti, il quale ha accolto l'invito con gratitudine".C'è quindi sintonia tra Roma e Berlino sulle prossime mosse da compiere per mettere in sicurezza l'eurozona. Tra le decisioni dell'ultimo Consiglio europeo c'è infatti quella dello scudo antispread proposta proprio da Monti e finora non messa in pratica dall'Unione e dalla Bce. La settimana che si apre oggi si annuncia intanto per Monti all'insegna degli impegni internazionali. Il presidente del Consiglio sarà domani a Parigi per una colazione di lavoro con il presidente francese Francois Hollande che ha sottoscritto nei giorni scorsi una dichiarazione congiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel che ha un incipit significativo: "Siamo pronti a tutto per sostenere l'euro".Mercoledì 1 agosto Monti sarà poi a Helsinki dove incontrerà il primo ministro Jyrki Katainen, il presidente della Repubblica Sauli Niinisto e alcune associazioni imprenditoriali. L'obiettivo della visita è convincere i finlandesi della necessità di pensare all'integrazione europea in modo più solidale. All'inizio di luglio, a una settimana di distanza dal vertice europeo nel quale era stata raggiunta l'intesa sull'Unione bancaria e sul fondo salva Stati, la Finlandia ha bocciato l'ipotesi dello scudo anti-spread, minacciando addirittura di lasciare l'euro pur di non sobbarcarsi i debiti degli altri Stati dell'Unione. Monti tenterà di convincere il governo finlandese che non ci sono alternative alla moneta unica europea e che è interesse pure dei Paesi del Nord Europa procedere a una maggiore integrazione politica. Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha ricordato polemicamente qualche giorno fa al ministro delle Finanze finlandesi Jutta Urpilainen che "gli impegni presi all'unanimità vanno rispettati".Giovedì 2 agosto il presidente del Consiglio sarà infine a Madrid su invito del premier spagnolo Mariano Rajoy, leader di un Paese che rischia economicamente di fare la fine della Grecia. Monti e Rajoy negli ultimi vertici europei si sono mossi sostenendo le medesime posizioni a favore dell'euro e di un maggiore protagonismo della Banca centrale europea. Nonostante il contenuto della telefonata di Merkel a Monti, il ministro tedesco dell'Economia Philipp Roesler ha messo in discussione la permanenza di Atene nell'euro e l'eventuale concessione di nuovi aiuti alla Grecia. "Da tempo non è un segreto che ci sono forti dubbi sulla possibilità che la Grecia completi le riforme concordate e quindi resti nell'euro", ha dichiarato in una intervista al quotidiano Bild am Sonntag."La realizzazione delle riforme in quel paese è ferma - ha continuato Roesler - e a oggi non c'è un'amministrazione fiscale efficiente. Anche sul versante della privatizzazione del patrimonio statale concordata è accaduto poco". Per il ministro dell'Economia di Berlino, se Atene non completa quanto deciso nel memorandum sottoscritto insieme ai partner internazionali non ci potranno essere nuovi aiuti. Non è la prima volta che Roesler, distinguendosi dagli altri protagonisti del governo della cancelliera Angela Merkel, rilascia dichiarazioni forse non concordate con la cancelliera Merkel.