Economia

Credem. Consulenti finanziari, in 120 entro il 2018

mercoledì 5 luglio 2017

Continua la crescita della rete di consulenti finanziari Credem in linea con la strategia del gruppo di incremento delle quote di mercato e della clientela. A maggio sono stati superati i sei miliardi di euro di masse totali e 580 consulenti finanziari. Dopo gli oltre 80 ingressi nel 2016, nei primi cinque mesi dell’anno sono già 30 i consulenti reclutati e il portafoglio medio della rete ha superato dieci milioni di euro. Tali risultati confermano la validità del modello di business della rete, ormai quasi unico in Italia, basato sulla completa integrazione tra il consulente e le filiali della banca su tutto il territorio nazionale. Il consulente finanziario della rete Credem può infatti collocare non solo i prodotti di gestione del risparmio ma anche tutti i prodotti bancari tradizionali, dalla carta di credito al conto corrente, dal leasing al factoring, per arrivare fino ai prestiti, ampliando in questo modo le proprie fonti di remunerazione. Entro il 2018 l’obiettivo è proseguire nella strategia di crescita attraverso il reclutamento di 120 consulenti finanziari e l’apertura di 10 negozi finanziari dedicati per raggiungere quota 700 consulenti e i 50 punti vendita.


«I primi cinque mesi del 2017 con l’ingresso di 30 nuovi consulenti finanziari e una raccolta netta di circa 300 milioni di euro - spiega Matteo Benetti, coordinatore delle reti di private banking e consulenza finanziaria Credem - conferma il trend di sviluppo della rete dell’ultimo triennio grazie a due principali driver, innalzamento del livello qualitativo della rete e la prosecuzione dell’attività di sviluppo della stessa. In particolare mi fa piacere concentrare l’attenzione sull’innalzamento del livello qualitativo dei nostri consulenti finanziari ottenuto grazie a una intensa attività formativa che abbiamo inaugurato 18 mesi fa e che inizia a dare i risultati attesi. È importante sottolineare come per un modello integrato nella banca commerciale, innalzare il livello qualitativo non significhi aumentare il portafoglio medio, ma mettere le persone nelle condizioni di saper offrire alla clientela tutti i servizi che solo un modello come il nostro può
garantire. La qualità del consulente non va valutata solo sulla base del portafoglio gestito in quanto è come la persona eroga la consulenza che ne misura la qualità nel medio periodo. Con la Mifid 2 alle porte ed i mercati finanziari su livelli record un’eccessiva focalizzazione all’asset allocation comporta rischi professionali troppo elevati e solo coprendo tutte le esigenze della clientela il consulente finanziario moderno può superare questo momento di forte discontinuità. Già oggi i nostri consulenti finanziari hanno a disposizione oltre 50 advisor con varie specializzazioni dal real estate, alle tematiche di passaggio generazionale della ricchezza al supporto all’attività più classica di gestione dei portafogli della clientela. Per Credem la consulenza finanziaria rappresenta uno dei principali canali di sviluppo della banca per la quale già oggi incide per il 20% della raccolta ed il 23% del gestito».

Per maggiori informazioni: www.credem.it.