Economia

Eurostat. Conti pubblici: nel secondo trimestre quelle italiani sono i peggiori

Redazione Economia lunedì 23 ottobre 2023

La sede della Banca d'Italia a Roma

Quando si parla di conti pubblici l’Italia è spesso maglia nera in Europa. Non fanno eccezione gli ultimi due anni, come confermano i dati diffusi oggi dall’Eurostat e relativi al 2022 e al secondo trimestre del 2023.

Il deficit pubblico del Belpaese si è attestato al 5,4% del Pil nel secondo trimestre, in netto calo rispetto all'11,3% del primo trimestre. L'Italia ha il secondo disavanzo nell'eurozona, alle spalle della Grecia (5,1%) e sopra invece ai livelli della Spagna (5,1%). Nell'eurozona il deficit si è ridotto al 2,9%, dal 4,3% del primo trimestre. Con l'Italia 9 Paesi nell'Ue hanno registrato nel secondo trimestre un deficit superiore al tetto del 3% previsto dai Trattati. Si tratta di Spagna (8,5%), Francia (5,1%, Italia 5,4%), Polonia (4%), Romania (4,4%), Slovenia (3,7%) e Slovacchia (4,1%). Gli altri sono comunque in deficit, salvo Cechia, Danimarca, Estonia, Irlanda, Grecia (dal deficit del 9,6% del primo trimestre), Croazia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia.

Alla fine del secondo trimestre del 2023, il rapporto tra debito e Pil nell'area dell'euro si attestava al 90,3%, rispetto al 90,7% alla fine del primo trimestre del 2023. Anche nell'Ue, il rapporto è diminuito dall'83,4% all'83,1%. Dato in controtedenza per l'Italia che passa dal 140,9 del primo trimestre al 142,4 del secondo.

Il deficit dell'Italia è stato il più alto nell'Ue nel 2022 e all'8% del Pil, rispetto all'8,8% del 2021. Nell'eurozona a 19 è sceso al 3,6%, rispetto al 5,2% del Pil del 2021. Nell'Ue al 3,3% dal 4,7% del Pil. Dopo l'Italia ci sono Romania (6,3%), Ungheria (6,2%) e Malta (5,7%). Dodici i Paesi hanno sforato il tetto del 3% del Pil.

Il debito pubblico dell'Italia, pari a 2.800 miliardi di euro, è risultato in calo al 141,7%, rispetto al 147,1% del 2021, secondo in Ue alle spalle della Grecia (172,6%). Nell'eurozona a 19 è risultato al 91% (dal 94,8% del 2021). Nell'Ue all'83,5% (dall'87,4%). Il calo del rapporto è dovuto alla crescita economica, che ha registrato un tasso superiore rispetto all'aumento del debito. Il più basso è il debito/Pil dell'Estonia (18,5%), seguito da quello della Bulgaria (21,5%).