Economia

CONFINDUSTRIA. Evasione fiscale più forte della ripresa

giovedì 16 settembre 2010
La ripresa rallenta al contrario dell'evasione fiscale che ha raggiunto «cifre sbalorditive». Questa l'analisi del Centro studi Confindustria nel suo ultimo rapporto in cui si evidenzia che la ripresa italiana e internazionale «perde slancio dopo l'accelerazione superiore alle attese nella prima metà dell'anno». In particolare, il Pil nel 2010 viene confermato all'1,2%, mentre la stima del 2011 viene rivista al ribasso dall'1,6% all'1,3%.Secondo l'associazione degli industriali, inoltre, l'ammontare delle risorse sottratte ogni anno alle casse pubbliche ha raggiunto «cifre sbalorditive», valori molto superiori a 125 miliardi. E il sommerso ha registrato un grande balzo: l'incremento è bruscamente accelerato nel 2009, tanto che il suo peso ha oltrepassato il 20% del pil (al Sud al doppio che al Nord). A causa dell'evasione anche la pressione fiscale effettiva, prosegue il Centro studi, va rivista e posta ben sopra il 54% nel 2009, contro il 51,4% indicato a giugno e il 42,2% di quella apparente contenuta nei documenti ufficiali.A preoccupare è anche la situazione riguardante l'occupazione: il 2010 si chiuderà con 480mila persone occupate in meno rispetto a inizio 2008, al netto degli effetti statistici derivanti dalla regolarizzazione degli immigrati. E in questa cifra 30 mila posti sono a rischio solo negli ultimi sei mesi dell'anno. La disoccupazione inoltre resterà alta anche nel 2011: il tasso salirà terminando il prossimo anno al 9,3%.Secondo la presidente Emma Marcegaglia il peggio «è alle spalle», la »recessione non c'è più», ma in Italia c'è ancora il problema della bassa crescita, dunque non sono più rinviabili le riforme. E a tale proposito la leader degli industriali si è soffermata sulla situazione politica sottolineando che «andare a elezioni sarebbe inaccettabile in questo momento, questo governo ha il diritto e anche il dovere di governare». Sulla stessa linea il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni che chiede al governo più fatti e meno chiacchiere. Per i consumatori, invece, senza interventi il 2010 sarà vicino allo zero mentre l'opposizione con Pd e Idv affermano come le previsioni dell'associazione degli industriali stanno a dimostrare il fallimento dell'azione del governo.