Economia

Confindustria. Boccia: «Paese non riparte con lo slancio dovuto»

Redazione Romana mercoledì 22 maggio 2019

«Il Paese non riparte con lo slancio dovuto, necessario, che è alla nostra portata, che ci meritiamo», avverte il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, all'assemblea annuale degli industriali che si tiene al Parco della musica a Roma. «Per rimetterci a correre - dice - sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima». E sottolinea: «Le parole di chi governa non sono mai neutre, influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie. Le parole che producono sfiducia sono contro l'interesse nazionale». Si prospetta una manovra da almeno 32 miliardi di euro e le scelte non saranno né «semplici o indolori». Boccia lo ricorda al governo. «Se l'Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità e crescita dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente con effetti recessivi. Dobbiamo dirci con franchezza che non ci sono scelte semplici o indolori con la prossima legge di Bilancio».

«Si tratta di lezioni importanti», precisa il presidente di Confindustria, ricordando che tra pochi giorni si voterà per il Parlamento europeo. E avverte: «Per noi la via è una sola: un'Europa più coesa e più forte che possa competere alla pari con giganti come Cina e Usa. E se qualcuno dice il contrario deve dimostrare che esiste un modo credibile di difendere l'interesse nazionale italiano in un contesto diverso».

«Confindustria propone al governo e alle opposizioni di collaborare tutti insieme per una politica economica basata su realismo e pragmatismo, guidata dalla visione - dice ancora Boccia -. Possiamo evitare un autunno freddissimo per la nostra economia se costruiamo un programma serrato che faccia mutare la percezione sull'immobilità dell'Italia. Serve un progetto che sia un vero e proprio atto di generosità da dedicare ai ragazzi che vogliono e hanno diritto di vivere e lavorare in Italia per il futuro di tutti noi».

«Occorre smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere e concentrarci tutti sulle cose da fare, che sono tante e impegnative». È il richiamo del presidente degli industriali che chiede alla politica di avere «visione e coraggio» e di «riappropriarsi del suo primato, restituire sogno e visione, darsi grandi obiettivi e risorse per raggiungerli, valutando gli effetti delle decisioni e correggendo la rotta se necessario». Questo «senza stancarsi di ricercare le soluzioni migliori perché è di queste che i cittadini hanno bisogno».

Lungo applauso e tutti in piedi per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al termine del suo lungo discorso all'assemblea. La platea omaggia anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha lasciato la sala per tornare al Quirinale, per un faccia a faccia a pranzo con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Conte: Italia torni protagonista
«È un onore partecipare alla vostra assemblea che coinvolge rappresentanti di molte delle migliori realtà produttive. Vi ringrazio per l'invito e colgo l'occasione per ringraziare gli imprenditori per l'impegno e la dedizione che mettono. Se io siedo nel G7 e se l'Italia partecipa al G7 è anche grazie al vostro impegno quotidiano». Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aprendo il suo intervento all'assemblea di Confindustria. «Presidente Boccia raccolgo il suo invito, non mi è sfuggito, affinché l'Italia sia più
protagonista sullo scenario europeo che sta cambiando e che si profila una sfida innovatrice - spiega il premier -. Noi siamo europeisti, siamo consapevoli di vivere in sistema integrato ma non acritico né superficiale. Occorre riaffermare il primato della politica, che sia responsabile e sappia ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Voi che siete imprenditori non riuscite a realizzare un ambiente adatto per i vostri investimenti. Questo rapporto sfilacciato è stato l'obiettivo della fase uno del governo, ma sia all'interno della manovra che con i decreti ora in parlamento abbiamo conciliato un attenzione profonda ai problemi sociali con la strategia per la crescita».

Di Maio: fisco sia più equo
«Vogliamo lavorare per un sistema di tassazione più equilibrato sia nelle aliquote che nella partecipazione», dice il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio intervenendo all'assemblea di Confindustria. «L'attuale tasso di evasione non è sostenibile. Questo meccanismo perverso deve essere spezzato perché danneggia l'intera collettività, soprattutto le classi più deboli - spiega il ministro -. Per le imprese virtuose, in vista della prossima legge di Bilancio, lavoreremo all'introduzione di meccanismi premianti, iter autorizzativi semplificati, minori oneri burocratici. La cultura della legalità per me è centrale, in ogni suo aspetto e gradazione per il rilancio del Paese».