Economia

Giovani. Le cinque competenze che servono (e che la scuola non assicura)

Claudio Becchetti mercoledì 30 gennaio 2013
"Sicuramente i miei figli andranno a lavorare all’estero: vorrei che emigrassero con un iPad e non con una valigia di cartone". Così molti genitori affrontano preoccupati il futuro delle nuove generazioni, consci che il mondo lavorativo è molto più competitivo rispetto ai decenni precedenti. Il quadro è aggravato dal perdurare della crisi e dalla condizione della scuola italiana, dove negli ultimi decenni i programmi di studio sono stati livellati verso il basso. Eccellenza e merito sono le parole chiave che oggi implicano conoscenze nel ramo specifico, ma soprattutto "competenze trasversali" determinanti in ogni settore del mondo del lavoro e nella sfera personale.Sono 5 allora le sfide che i giovani hanno davanti. La prima è rappresentata dalla maggiore velocità di cambiamento che implica la necessità di risolvere, nella vita e nel lavoro, un elevato numero di nuovi problemi con caratteristiche "mal strutturate". Tali problemi sono caratterizzati da informazioni di ingresso incomplete e/o contraddittorie e dalla possibilità di avere molteplici soluzioni "corrette". Questi problemi possono essere risolti attraverso differenti processi logici che richiedono passaggi "creativi", assunzioni, compromessi e scelte. Appartengono alla classe di questi problemi mal strutturati la maggior parte delle attività che spaziano dall’organizzazione di un lavoro, alla gestione di un progetto, alle attività di ricerca e di produzione non ripetitive. La scuola è indirizzata principalmente ad esercitare gli studenti sui problemi "ben strutturati" dove i dati di ingresso sono sufficienti ad individuare l’unica soluzione con un processo logico unico, sequenziale e definito senza passaggi "creativi".  Sfortunatamente, in media, nei Paesi più industrializzati, la metà degli studenti è incapace di risolvere problemi mal strutturati .Le metodologie per risolvere i problemi "mal strutturati" sono comuni per tutti i settori nella vita privata e nel lavoro. L’esperienza suggerisce che tali metodologie possono essere utilizzate fin dalle scuole primarie. Per tale motivo, cominciare da subito ad apprendere e ad esercitare la capacità di problem solving rappresenta un vantaggio determinante per tutto il corso della vita. A tal proposito, nell’edizione 2012 del programma di valutazione internazionale degli studenti (Pisa 2012) promosso dall’Ocse è stata introdotta la valutazione delle competenze di problem solving.La seconda sfida moderna nasce dalla considerazione che le attività umane sono svolte sempre di più in gruppo. La capacità di comunicare e convincere diventa quindi più rilevante e può essere insegnata con giochi di ruolo e attività teatrali fin da bambini. Questo aspetto è poi collegato al team working ovvero alla capacità di saper lavorare in gruppo (terza sfida). Le dinamiche di un gruppo efficace richiedono il rispetto dei ruoli assegnati e dell’autorità, con un adeguato esercizio di delega. Capacità di mediazione e sensibilità sociale sono componenti fondamentali soprattutto nei sempre più frequenti gruppi multiculturali e gruppi internazionali.La vita moderna offre una visione spesso ingannevole ai giovani con esempi che sembrano suggerire che i risultati si ottengono rapidamente e facilmente. In realtà, il raggiungimento di obiettivi significativi richiede esercizio e fatica. La metafora della scalata in montagna è illuminante: occorre camminare molto per raggiungere la meta. Il contesto scolastico è in questo caso meno efficace nell’insegnare questo "addestramento alla fatica" (quarta sfida). Così come può essere difficile insegnare in un contesto didattico, l’etica intesa come capacità di indirizzarsi verso le soluzioni che accrescono il bene comune, ovvero verso le soluzione "win-win" dove tutti vincono (quinta sfida). Anche qui, giochi di ruolo in contesti extra scolastici possono far crescere questa sensibilità nei giovani.La scuola purtroppo non riesce a far crescere adeguatamente le 5 competenze trasversali indicate. I genitori hanno quindi il difficile compito di trovare strade alternative per "attrezzare" i figli con quelle competenze trasversali che consentiranno una navigazione agevole nella difficile arena del domani.​