Economia

Nuove tendenze. Anche in Italia c'è bisogno di professionisti del coaching

Maurizio Carucci sabato 5 febbraio 2011
«La professione di coach è in forte espansione nel nostro Paese, sia in termini di domanda sia in termini di offerta, come dimostra anche l’interesse manifestato da chi sta aderendo alla Coaching Week». Lo afferma Daniele Bevilacqua, presidente Icf (International coach federation) Italia dall'1 gennaio. Anche quest’anno, infatti, l’Icf indice in tutto il mondo una settimana dedicata a far conoscere le potenzialità offerte da questa professione. In Italia il programma 2011 - dal 7 al 13 febbraio - comprende 80 eventi (seminari, workshop, conferenze, sessioni) realizzati su tutto il territorio nazionale anche grazie alla determinazione di 60 coach e alla collaborazione di 35 partner (istituzioni, enti, associazioni, università). «Per questo - continua Bevilacqua - gli obiettivi fondamentali della nostra associazione, e quindi di tutte le iniziative legati alla sua promozione, sono di accrescere la conoscenza della professione di coach, garantire elevati standard di professionalità ed etica, migliorare le capacità professionali dei soci, anche grazie alle possibilità offerte dalla nostra rete, e rafforzare la credibilità di Icf Italia e dei professionisti con credenziali Icf Global che ne fanno parte». Dal coaching sportivo al life e business coaching, l’agenda di quest’anno è particolarmente ricca di spunti innovativi sia per chi si vuole avvicinare al coaching approfondendo il metodo, gli strumenti e le potenzialità, sia per i coach già qualificati che invece desiderano conoscere nuove pratiche e ambiti di applicazione. Per l’interesse e la varietà dei temi trattati durante gli eventi, gli organizzatori prevedono la partecipazione di circa 1.500 ospiti.«In Italia - spiega Giovanna D'Alessio, past presidente dell'Icf - sono circa un migliaio i coach certificati, di cui 400 iscritti alla nostra associazione. Il mercato è in crescita e si aprono buone prospettive per chi intende avviarsi a questa professione. Non basta la laurea, occorre frequentare i corsi tenuti dalle scuole riconosciute, che in Italia sono una decina. Inoltre abbiamo avviato un dialogo con diverse Università e associazioni professionali». In occasione della Coaching Week, sono stati pubblicati i risultati di una indagine globale, il Global Consumer Awareness Study, voluto dalla Federazione per comprendere e  dimostrare quale sia a livello mondiale il livello di conoscenza del coaching, la soddisfazione del cliente che ha avuto esperienze di coaching e l’importanza delle credenziali. Condotta in modo del tutto indipendente da International Survey Unit di PwC (sono state intervistate complessivamente 15mila persone in 20 Paesi di Africa, Asia, Europa, Nord America e Sud America). Anche in Italia l’indagine ha avuto un buon bacino di intervistati (750 persone dai 25 anni un su).I risultati globali dimostrano che oltre metà (51%) dei partecipanti alla survey ha una conoscenza generale del coaching. Questa percentuale comprende sia coloro che hanno indicato di avere un’ “ottima conoscenza” del coaching (12%) sia coloro che hanno dichiarato di averne una “discreta conoscenza” (39%).Interessante è che uno su cinque di tutti gli intervistati (20%) ha una conoscenza generale di Icf. L’Italia è uno dei Paesi dove la conoscenza del coaching professionale registra percentuali significative ed è uno dei paesi che riconosce il ruolo istituzionale della Federazione e l’importanza delle certificazioni e delle credenziali dei coach professionali.Nel nostro Paese, infatti, il 26% degli intervistati dichiara di avere una discreta conoscenza del professional/business coaching (l’8% dichiara di avere una conoscenza “buona”) e di conoscere l’Icf e il suo ruolo istituzionale (5% lo conosce molto bene; 22% lo conosce discretamente). Proprio in riferimento a quest’ultimo, gli italiani ritengono fondamentale l’attività dell’Associazione internazionale nel: stabilire e mantenere standard professionali (20%); fornire credenziali ai coach professionisti (20%); sviluppare modelli guida per il coaching professionale (18%).Molto soddisfacenti i risultati inerenti i livelli di soddisfazione che risultano molto alti (83%) tra coloro che hanno vissuto una relazione di coaching, il 36% dei quali si è dichiarato “molto soddisfatto.” Il livello di soddisfazione aumenta anche oltre il 92% tra coloro che hanno avuto un’esperienza con un coach certificato da Icf, il 55% dei quali si dichiara “molto soddisfatto”.Coloro che hanno avuto l’opportunità di fare esperienze con coach professionisti, indicano come primi tre motivi di partecipazione ad  una relazione di professional business e/o life coaching: migliorare strategie di business management, espandere opportunità di carriera,  aumentare autostima e fiducia in sé stessi.Tra coloro che hanno già conoscenza del coaching e/o di Icf e hanno esperienze precedenti di relazioni di coaching, emerge con chiarezza che consiglierebbero l’esperienza ad amici e colleghi perché si ritengono soddisfatti del risultato.Interessante analizzare anche le frasi indicate dagli intervistati italiani che meglio riflettono il significato del coaching in base alla loro personale esperienza. Le più significative sono: il coaching persegue degli obiettivi, il coaching utilizza un piano di lavoro strutturato, il coaching significa guardare avanti.