Economia

Cgil. Un piano per 1,3 milioni di posti in tre anni

giovedì 15 settembre 2016
"L'Italia può tornare a crescere solo attraverso una terapia shock: con una spesa pubblica di dieci miliardi l'anno per tre anni, da utilizzare per investimenti pubblici e creazione diretta di lavoro". Questa in estrema sintesi la ricetta indicata dalla Cgil nel suo piano straordinario per l'occupazione. Secondo le stime del sindacato l'iniezione di risorse pubbliche, pari a 30 miliardi nel triennio, dovrebbe portarealla creazione diretta di 520mila posti pubblici e 80mila privati, per un totale di 600mila posti, con un incremento degli occupati di circa 1.368.000 unità. Il tasso di disoccupazione scenderebbe al 4,8%, mentre il Pil reale salirebbe al 5,7% e gli investimenti pubblici e privati crescerebbero del 19%. "Per una vera crescita dell'economia del Paese il sistema pubblico deve creare direttamente lavoro, solo così si possono generare quelle condizioni di ottimismo e certezza per far ripartire iconsumi e gli investimenti - afferma il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi -. Il nostro piano straordinario è una terapia shock per ridurre la disoccupazione, in particolare giovanile e femminile, sia attraverso la promozione di nuova domanda, ovvero aumento di occupazione, salari, consumi e investimenti, sia dell'offerta, con nuovi settori di attività economica e nuove professionalità".Due le direttrici da seguire, indicate dal segretario confederale, la prima i bisogni sociali e di manutenzione del territorio largamente insoddisfatti, la seconda l'innovazione industriale e il rilancio della ricerca. Per la Cgil gli obiettivi del piano sono obiettivi plausibili, raggiungibili in breve tempo e soprattutto finanziabili, infatti il sindacato individua diverse possibilità di finanziamento. Per esempio: 260 miliardi all'anno per dieci anni si potrebbero ottenere da un cambiamento del Patto di Stabilità; 20 miliardi all'anno con l'introduzione di un'imposta sulle grandi ricchezze di tipoprogressivo; dai 30 ai 40 miliardi all'anno attraverso la riduzione strutturale dell'evasione.Per la Cgil il Paese "non può più aspettare. Nove anni ininterrotti di crisi strutturale hanno cancellato 1,6 milioni di posti di lavoro ,e le persone in condizione di povertà assoluta sono aumentate di oltre due milioni". Per questo, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, annuncia che "il piano sarà presentato al governo, in vista della prossima legge di bilancio".