Economia

CRISI. Cgia: 70mila posti di lavoro a rischio «Ma stiamo uscendo dalla crisi»

sabato 7 agosto 2010
Crescono Pil e produzione industriale, ma sul fronte occupazionale c'è il rischio che la perdita dei posti di lavoro continui. A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre. «Nell'ultimo trimestre di quest'anno - esordisce Giuseppe Bortolussi segretario di Cgia - stimiamo che potrebbero essere circa 70mila i posti di lavoro a rischio in Italia. Un numero importante che però non offusca i segnali positivi registrati da alcuni indicatori economici che ci dicono che ci stiamo allontanando dalla fase più acuta della crisi. Quindi, non dobbiamo fare nessun catastrofismo. Anche perchè è da quattro anni che nel quarto trimestre l'occupazione registra picchi negativi ben più significativi di quelli previsti nei prossimi mesi».   Analizzando i dati Istat si riscontra che il quarto trimestre presenta sempre dei cali occupazionali molto evidenti: nel 2007, rispetto al trimestre precedente, la contrazione occupazionale fu di 91mila unità; nel 2008 di 169mila e nel 2009 di 89mila. «Con la probabile perdita di questi 70mila posti di lavoro - conclude Giuseppe Bortolussi - quest'anno dovremmo registrare 181mila occupati in meno rispetto al 2009. Pertanto, i senza lavoro dovrebbero toccare quota 2.258.000, facendo attestare il tasso di disoccupazione al 9%».Più in generale negli ultimi due ultimi anni la crisi economica ha bruciato 561mila posti di lavoro facendo aumentare il tasso di disoccupazione di 2,3 punti. Infatti, se nel 2008 la disoccupazione si era fermata al 6,7%, alla fine di quest'anno, come dicevamo più sopra, si attesterà al 9%. Infine, gli artigiani mestrini sottolineano con preoccupazione l'aumento degli inattivi. Ovvero, di coloro che hanno deciso di non cercare più attivamente un posto di lavoro. Al 30 giugno di quest'anno, il tasso di inattività (nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni) ha toccato il 37,6%. In termini assoluti invece sono aumentati, rispetto al 2009, di 103mila unità (pari al +0,7%), raggiungendo la quota assoluta di 14.876.000.