Economia

Criptovalute. La più antica banca americana apre agli investimenti in bitcoin

Pietro Saccò giovedì 11 febbraio 2021

La torre del BNY Mellon Center di Pittsburgh (Pennsylvania)

BNY Mellon, la più antica banca d’America, si sta preparando a offrire ai clienti la possibilità di trasferire, custodire ed emettere criptovalute e altre forme di investimento digitale. La banca conta di lanciare entro la fine del 2021 una sua unità Digital Asset, attualmente in fase di prototipo, dove i clienti potranno gestire sia i loro tradizionali investimenti finanziari che quelli digitali. «SIamo orgogliosi di essere la prima banca globale ad annunciare piani per offrire un servizio integrato per gli asset digitali» ha detto Roman Regelman, responsabile dei servizi digitali e di investimento. Con i suoi oltre 2.200 miliardi di dollari in gestione, BNY Mellon è una delle più grandi società di investimento del mondo. La sua apertura agli scambi di bitcoin e altre forme di asset digitali conferma quanto si stia allargando il mercato per questi prodotti. Lunedì Tesla aveva annunciato di avere comprato 1,5 miliardi di dollari di bitcoin per diversificare la sua liquidità.

L’annuncio di BNY Mellon ha dato un’altra spinta alla quotazione di Bitcoin, che secondo il sito di monitoraggio coinmarketcap ieri ha toccato un nuovo record oltre i 48mila dollari.

Per le grandi società di investimento i bitcoin rappresentano l’opportunità di allargare l’offerta e di conquistare nuovi clienti, sulla scia dell’incredibile popolarità che i servizi di trading a basso costo hanno trovato negli ultimi anni negli Stati Uniti. I bitcoin e le criptovalute sono asset molto volatili e privi di fondamentali finanziari minimamente solidi, ma proponendo un servizio per comprarli e scambiarli BNY Mellon lascia al cliente tutto il rischio delle sue scelte di investimento, come accade per qualsiasi altra operazione finanziaria.

Gli acquisti di bitcoin da parte di grandi soggetti finanziari sono ancora molto rari, per questo il caso di Tesla ha fatto molto rumore. La maggioranza degli analisti però dubitanytim che altre grandi aziende la seguiranno su questa strada. «È come giocarsi la liquidità alle corse dei cavalli» ha detto Naresh Aggarwal, dell’associazione inglese dei responsabili di tesoreria.

Diverse aziende da tempo stanno invece studiando la possibilità di utilizzare la blockchain – la tecnologia alla base dei bitcoin – per creare criptovalute da usare sul loro specifico mercato. Sarebbe il caso anche di Amazon: il sito di informazione sulle criptovalute Coindesk analizzando gli annunci di lavoro pubblicati dal gigante del commercio elettronico ha rivelato che Amazon sta assumendo persone per creare una valuta digitale per fare acquisti sulla sua piattaforma. Il progetto partirebbe come sperimentazione dal Messico.