Economia

Caso Alitalia. Luciano (Fit Cisl): «Basta, i lavoratori hanno fatto miracoli»

Diego Motta sabato 26 luglio 2014
«La cosa peggiore in un momento come questo è vedere qualcuno che cerca di sventolare qua e là qualche bandierina». Giovanni Luciano, segretario generale della Fit Cisl, è stato il primo a twittare «quorum mancato, accordo valido». A freddo ricostruisce quel che è accaduto in questi giorni, evitando di fare previsioni ma augurandosi che la svolta tra Fiumicino e Abu Dhabi arrivi presto. «Spero che la firma non sia in discussione, noi lavoratori abbiamo fatto un miracolo».Il referendum era davvero necessario, vista la situazione di emergenza?È stata la Uil, che non ha firmato, a chiedere alle altre sigle di aprire una consultazione con tutto il personale. I tempi sono importanti: l’accordo è stato fatto il 16 luglio, ci sono voluti altri sei giorni prima che avanzassero ufficialmente questa proposta. Eppure sapevano che il 25 era prevista l’assemblea, da tutti ritenuta il momento decisivo per chiudere.La consultazione comunque c’è stata...Abbiamo attrezzato tutto nella tarda serata del 22 e il referendum si è svolto dalle ore 16 del 23 luglio alle ore 8 del 25. Guardi che, alla luce di tutto questo, la partecipazione è stata eccezionale. Basta pensare ai cassintegrati, al personale in volo e a chi era in ferie: tutte persone che ovviamente non hanno potuto votare. Al massimo, in un periodo come questo, si poteva arrivare a 4.200-4.300 persone raggiungibili. Si sono presentati in oltre 3.500.Cosa dice l’accordo sulla rappresentanza che è stato citato per garantire la validità dell’accordo?Sostiene che l’accordo è valido quando c’è la maggioranza della rappresentanza espressa dai sindacati che firmano. Cisl, Cgil e Ugl contano sul 65% degli iscritti. Se la Uil avesse voluto invalidare l’intesa, oltre a muoversi in tempi più brevi, non avrebbe dovuto invitare i lavoratori a non partecipare al referendum. Non solo: la mancanza del quorum non è espressione di contrarietà agli accordi, poiché l’onere della prova non è in capo ai firmatari ma in capo ai dissenzienti. La conclusione è logica: non raggiungere il 50% più uno dei lavoratori aventi diritto al voto annulla sì la consultazione, ma non le intese.Chi è contrario alle intese firmate dai sindacati confederali, come la categoria dei piloti, spiega che bisogna tenere conto delle diverse specificità e dei differenti profili professionali.Non capisco le impuntature, tutte le organizzazioni sindacali al loro interno rappresentano professionalità diverse, dal personale di terra a quello di volo e non solo. Ripeto: i sacrifici promessi dai lavoratori all’azienda in un momento cruciale vanno rispettati. Da tutti. Ricordo che ci siamo impegnati a ridurre il peso degli stipendi nei prossimi 5 mesi per un importo pari a 31 milioni. È una somma rilevante quasi quanto l’investimento di Poste italiane.Sul fronte esuberi che novità ci sono? La Cgil non aveva detto "no" al contratto di ricollocazione?Non ne ho più sentito parlare, immagino abbia mantenuto quella posizione. Ma ora il tempo rimasto è così poco che pensare alle nostre divisioni non ha senso.