Economia

Dentro la banca. Gli italiani preferiscono tenere i risparmi sul conto

Francesco Megna* martedì 27 novembre 2018

Le tensioni finanziarie preoccupano gli italiani e il risultato è che il 'cash' non circola. Le aziende non investono e le famiglie non consumano, preferendo accantonare: aumentano i depositi in banca, cresciuti in un anno di oltre 50 miliardi di euro. I conti correnti registrano un incremento a due cifre e arrivano a superare il livello dei 1.000 miliardi. Crescono di oltre 40 miliardi sia i risparmi delle famiglie sia i fondi delle imprese. Nell'ultimo anno nei conti correnti sono stati accumulati oltre 70 miliardi in più rispetto all'anno precedente; il totale dei depositi di cittadini, aziende, assicurazioni è aumentato di quasi il 4%. I privati risparmiatori non spendono ed hanno lasciato in banca il 3% in più circa in un anno. Crescono del 7% circa i fondi delle imprese mentre si registra l'impennata dei conti correnti. Da diversi anni si registra questo andamento dei depositi bancari.

A frenare consumi, investimenti e credito sono la paura di nuove tasse (o spese in generale) e la preoccupazione per il futuro; nell'ultimo periodo si è aggiunta anche qualche preoccupazione sul fronte politico per l'instabilità del governo. Gli investimenti netti in prodotti di risparmio gestito (fondi e polizze), si sono dimezzati: al 30 settembre erano circa 11 miliardi. Nello stesso periodo del 2017 avevano superato i 25 miliardi. I risparmiatori italiani, stanno tirando il freno? Sì, o almeno quelli più abbienti, un popolo formato in gran parte da professionisti, imprenditori e famiglie abbienti.e riferibili ai segmenti 'affluent' o 'private' delle banche e che gestiscono un patrimonio complessivo di 531 miliardi di euro. Così sono classificati nel mondo bancario i clienti che hanno un patrimonio superiore a 50 mila euro (500 mila euro sul conto è invece la soglia minima per essere considerati clienti di fascia alta). Sembra che l’investimento ideale, per gli italiani, non esista più: il 30% ritiene che l’investimento ideale proprio non ci sia; il 32% lo indica negli immobili il 31% propende per investimenti finanziari reputati più sicuri. La preferenza degli italiani per la liquidità è elevata e riguarda oramai più del 60% dei risparmiatori. Cresce la percentuale di chi desidera investire una parte minoritaria dei propri risparmi, che passerebbe dal 21% del 2017 al 28%. I detentori di grandi patrimoni invece sarebbero meno preoccupati per il futuro del nostro Paese e meno propensi alla fuga all'estero. Parte dei risparmiatori medio infatti, se potessero porterebbero i loro risparmi all'estero. Chi è invece titolare di grandi giacenze finanziarie vuole restare in Italia e investire a fronte però di meno tasse degli investimenti sull'economia reale.

Funzionario di banca, area Corporate