Economia

Aste digitali. L'auto di seconda mano corre sul web

Redazione Motori giovedì 19 ottobre 2017

Sta cambiando il modo di acquistare l'automobile, soprattutto se usata. Cresce infatti la vendita delle vetture di seconda mano
sul web,
non solo quella diretta tra privati - magari intermediata da un sito specializzato - ma anche quella operata tra professionisti. Attualmente infatti quasi un “trader” su due utilizza le aste digitali come canale per il proprio parco, per i vantaggi in termini di praticità, sicurezza e scelta. La ricerca, condotta da Bca Italia - azienda del gruppo Bca Marketplace che si occupa di aste automobilistiche d'Europa - e presentata in occasione dell'Automotive Marketing Forum 2017, ha evidenziato processi, obiettivi e aspettative dei trader dell'usato.

Uno dei primi obiettivi è stato quello di definire meglio i diversi profili di trader che si suddividono in operatori più tradizionali, che prediligono il prodotto “premium” e si concentrano sulle vetture con pochi km, e operatori innovativi, che invece guardano al web come a una leva strategica di business. Per loro l'asta online è un canale di approvvigionamento decisivo (è utilizzato dal 45% degli intervistati, e in oltre la metà dei casi è addirittura il canale prevalente). In particolare, l'asta viene scelta per praticità, sicurezza e ampiezza della scelta con uno stock virtuale a cui si può accedere in maniera rapida. Inoltre i criteri che guidano il cliente finale all'acquisto rimangono chilometraggio e prezzo (lo afferma quasi il 70% dei trader). Per quanto riguarda il segmento, oltre la metà di loro afferma di privilegiare e ricercare sul mercato vetture compatte
e medie (segmenti B e C), seguite da citycar (14%) e auto premium (11%).

«In Italia la domanda per il mercato dell'usato è cresciuta di quasi il 25% negli ultimi quattro anni. E quest'anno, secondo le stime, aumenterà di un altro 5-6% - spiega Barbara Barbieri, amministratore delegato di BCA Italia, che parla anche del futuro -. L'usato è un mercato vivo, e lo sarà ancor di più nei prossimi anni. La crescita del nuovo invece sta portando a un rinnovamento rapido del parco auto italiano. Non solo: una percentuale sempre più alta di contratti prevede clausole di buy-back, che alimenteranno il mercato dell'usato con prodotti “freschì”, di 3/4 anni e con relativamente pochi chilometri».