Economia

Eco mobilità. Targhe verdi in Austria per i virtuosi anti-smog

Redazione motori lunedì 8 maggio 2017

L'Austria punta sulle auto elettriche. Dallo scorso mese di aprile è stata introdotta la targa con scritta verde, invece di nera, per tutte le vetture nuove alimentate con trazione ecologica, rendendole così facilmente riconoscibili in caso di divieto di circolazione per smog. Inoltre, in alcune città le auto elettriche con targa verde possono parcheggiare gratis sulle strisce blu. Il governo austriaco ha infine introdotto un incentivo per l'acquisto di vetture a batteria di 4.000 euro, stanziando complessivamente 72 milioni di euro. Nelle scorse settimane anche l'Alto Adige ha presentato un pacchetto di misure per sostenere la mobilità ad emissioni zero con incentivi (4.000 euro per auto elettriche e 2.000 euro per le ibride plug-in) e una rete di stazioni di ricarica in tutto il territorio provinciale.

Anche Barcellona intanto bandirà dalle sue strade le auto obsolete per ridurre l'inquinamento dell'aria. A partire dal 1 gennaio 2019 infatti la città catalana ha annunciato che nell'Area metropolitana non potranno circolare nei giorni feriali i veicoli con oltre 20 anni di anzianità. L'obiettivo è quello di ridurre del 30% in 15 anni le emissioni legate al traffico stradale. Il divieto colpirà tutte le auto immatricolate prima del gennaio 1997 e i furgoni registrati prima dell'ottobre 1994. La misura si stima che interesserà 106mila automobili, il 7% di quelle presenti a Barcellona e nelle altre 39 municipalità dell'Area metropolitana, e 22mila furgoni (il 16% del totale). Questi veicoli potranno essere fermati anche prima del 2019, nei giorni di allerta smog a partire dal prossimo dicembre. Lo stop alle auto più inquinanti punta ad avvicinare i livelli raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità e raggiungere prima del 2020 i livelli fissati dalla Ue. Barcellona non è l'unica città europea alle prese con misure anti-smog, necessarie anche alla luce del fatto che la Commissione Ue ha dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito per l'inquinamento atmosferico.