Economia

La proposta. Auto 2015: la “spinta” resta un sogno

venerdì 26 dicembre 2014
​Se il Governo adottasse nel 2015 alcune misure specifiche destinate alle famiglie e alle partite Iva, il mercato degli autoveicoli in Italia in tre anni aumenterebbe di circa il 23%, con acquisti aggiuntivi intorno alle 966.000 unità. E' quanto emerge da una nota di Federauto, redatta al termine dell'ultimo consiglio di amministrazione della federazione che rappresenta i concessionari in Italia e che rilancia la sua proposta, già presentata al Governo, di ridurre l'aliquota Iva per un triennio, con beneficio decrescente, per tutti coloro che acquisteranno un'auto nuova al posto di una con oltre 10 anni di età (circa 14 milioni di autoveicoli). Misura che genererebbe un innalzamento degli acquisti privati del 18% e una domanda aggiuntiva di circa 252.000 auto l'anno e 756.000 nel triennio. La concessione dell'incentivo sarebbe però condizionata all'esborso da parte delle case automobilistiche di una cifra equivalente a quella dello Stato.
 
Per Federauto credito o deduzione d'imposta sarebbero, invece, le leve utili per sostenere la domanda di auto, veicoli commerciali e industriali destinati alle “partite Iva”. Per la federazione dei concessionari questo intervento potrebbe generare 210.000 autoveicoli aggiuntivi in 36 mesi, ovvero un incremento del mercato del 5%. In pratica, se le proposte targate Federauto venissero adottate, «nel triennio considerato il mercato italiano si alzerebbe, sommando i privati alle partite Iva, di circa 966.000 pezzi (+23%). E il quarto anno - precisa Federauto - probabilmente si tornerebbe a un mercato "normale", un po' per la lenta ma naturale uscita dalla crisi dell'economia reale, un po' perché l'uscita graduale dagli incentivi non lascerebbe strascichi».
 
Comunque, conclude Federauto, è inutile farsi illusioni: «Al momento non ci sono aperture governative per nessun tipo di provvedimento che riguardi gli autoveicoli».