Economia

La prova. Audi Q2, il Suv compatto fuori dagli schemi

Alberto Caprotti venerdì 2 dicembre 2016

Che auto è? Trasversale e non inquadrabile in un segmento preciso. Una definizione che dice tutto e niente, ma che è comunque più comprensibile di quel “untaggable”, slogan scelto da Audi per caratterizzare la sua ultima nata. Target di riferimento? Più giovane del classico cliente del marchio tedesco. Il design? Decisamente spigoloso. Risultato finale? Un Suv di taglia medio-piccola, bello da vedere e facile da guidare, che Audi ancora non aveva in gamma.
Si chiama Q2, costa da 25.000 euro in su (per la versione base 1.0 a benzina, ne occorrono mille in più per il modello di ingresso a gasolio) e permette al marchio tedesco di irrompere nella fascia di mercato che attualmente vende più di tutte, quella per intenderci di Nissan Juke, Renault Captur, Peugeot 2008, Fiat 500X, ma anche da modelli compatti di fascia più alta, come Mini Countryman e Jeep Renegade. L’obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico femminile (oggi in Italia solo il 10% di chi guida Audi è donna) e clienti provenienti da altri marchi.


Com’è. Rispetto alla sorella maggiore Q3, la Q2 è caratterizzata da un design completamente diverso, con molti angoli e bordi evidenti, e con un look frontale aggressivo caratterizzato dalla griglia single frame collocata in posizione elevata che - assieme alle grandi prese d’aria - gli regala un’immagine imponente. Le dimensioni (lunga 4,19 metri, larga 1,79 e alta 1,51) non penalizzano l’abitabilità, buona anche nei tre posti posteriori, mentre il bagagliaio ha 405 litri di carico.


Elettronica e sicurezza. Ovviamente di prim’ordine la dotazione di sicurezza e l’elettronica di bordo. La nuova Q2 ha praticamente tutto quello che Audi prevede per i suoi modelli più lussuosi, a partire dall’ACC con funzione Stop&Go, il cruise control che adatta la velocità di marcia a quella dell’auto che ci precede da 0 a 200km/h abbinato al cambio S tronic (da 30km/h con cambio manuale). Oppure l’avviso di pericolo nei cambi corsia, l’Audi side assist, che lavora anche in collaborazione con l’Audi Active Lane Assist che mantiene l’auto nella corsia, sterzando quando serve a partire da 65 km/h. Disponibile anche la funzione che legge i cartelli stradali per segnalare i limiti di velocità e posteggia da sola l’auto.


I motori. Audi Q2 debutta con una gamma di sei motori - tre TFSI a benzina e tre TDI a gasolio - con una fascia di cilindrate da 1 e 2 litri e potenze comprese tra 116 e 190 Cv. La gamma benzina parte dal 1.0 TFSI, che sviluppa 116 Cv con una coppia di 200 Nm, e si completa con l’ottimo 1.4 TFSI da 150 Cv con disattivazione dei cilindri COD (cylinder on demand) proposto sia con cambio manuale a 6 rapporti che con il nuovo doppia frizione S Tronic. In quest’ultima configurazione la Q2 è omologata per un consumo medio 5,2 litri/100 km e emette 119 g/km di CO2. Al top il 2.0 TFSI da 190 Cv (arriverà in un secondo momento) che grazie a un nuovo processo di combustione consuma nei regimi transitori come un motore 1.4 litri. L’offerta delle Audi Q2 a gasolio comprende il 4 cilindri 1.6 da 116 Cv (che sarà presumibilmente la versione più venduta) e le due varianti - 150 e 190 Cv - del 2.0 TDI. Questi ultimi due sono offerti con trazione anteriore (150 Cv) e trazione integrale Quattro e trasmissione S Tronic (190 Cv).

Come va. Abbiamo provato la versione 2.0 TDI da 190 CV con trazione integrale, abbinato alla nuova generazione di cambio S-tronic: la più sportiva di tutte, ovviamente potente e divertente. In gamma però c’è certamente qualcosa di più adeguato alla taglia di questo tipo di vettura, e soprattutto al portafoglio. La sensazione di essere comunque a bordo di un’Audi si percepisce sempre: silenziosità e piacere di guida sono i pregi più evidenti, con il nuovo sterzo progressivo (di serie su tutti i modelli) diretto e preciso che è davvero la carta in più nel mazzo di questo baby Suv.

Cuore italiano. È tedesca ovviamente, ma la Q2 ha un cuore tricolore. Italdesign è stato infatti il partner di Audi per lo sviluppo ingegneristico del progetto. Tra Moncalieri e Ingolstadt si è instaurata una reciproca e proficua collaborazione: dal concept development, agli studi di fattibilità di stile; dalla definizione delle superfici di stile allo sviluppo dell’upper body, sia per gli esterni sia per gli interni - occupandosi anche dell’aerodinamica, della climatizzazione dell’abitacolo e del raffreddamento motore; dall’integrazione elettrica ed elettronica, alla sicurezza passiva fino alle prove di testing e validazione sia virtuali sia fisiche e alla valutazione delle prestazioni statiche e dinamiche della vettura. Le aree di sviluppo che non sono state prese in carico da Italdesign, in linea con la storia dell’azienda, sono quelle relative al motore e al cambio, oltre alla piattaforma, la ormai nota MQB. Lo stabilimento Italdesign di Nichelino, a pochi chilometri di distanza dal quartier generale di Moncalieri, ha visto la produzione di oltre settanta prototipi, necessari per la validazione del progetto e l’esecuzione dei test secondo gli standard omologativi e di rating mondiali.