Economia

Agenzie per il lavoro. Nel 2011 ricollocati in oltre 46mila iscritti alle liste di mobilità

giovedì 12 gennaio 2012
​Nel 2011 sono stati oltre 46mila (46.637) i lavoratori provenienti dalle liste di mobilità ricollocati attraverso le Agenzia per il Lavoro, con un aumento del 76% sul 2010 (in quell’anno erano stati 26.531).L’incremento più rilevante ha riguardato i lavoratori con più di 44 anni di età, passati da 6.241 a 17.275 (+ 177%). Anche la durata media delle missioni per i lavoratori provenienti dalle liste di mobilità registra risultati straordinari: è, infatti, passata dai 53 giorni del 2010 ai 109 giorni del 2011.I dati derivano da una elaborazione di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle Agenzie per il lavoro, messa a punto attraverso un’indagine effettuata su un campione rappresentativo del 68% del mercato del lavoro in somministrazione e proiettata sull’interno settore.Considerando il maggiore gettito fiscale e contributivo e il risparmio in termini di indennità di mobilità, nel biennio 2010 -2011 ne deriva un “contributo” per le casse dello Stato stimato in 250 milioni di euro circa.«Si tratta di risultati straordinari che dimostrano come le Agenzie per il Lavoro hanno un ruolo essenziale non solo come porta di ingresso per i giovani ma anche nel ricollocare i lavoratori in uscita da un contratto – ha dichiarato Federico Vione, presidente di Assolavoro -. È stato possibile ricollocare in due anni oltre 73mila lavoratori provenienti dalle liste di mobilità grazie a una sperimentazione avviata con la Finanziaria del 2010, che ha semplificato per questa categoria l’accesso al lavoro attraverso la somministrazione. Estendere quella semplificazione (ovvero l’eliminazione dell’indicazione della causa dai contratti di somministrazione, come è già negli ordinamenti dei Paesi più avanzati) è una riforma a costo zero, che non comprime alcun diritto e favorisce l’ingresso al mondo del lavoro attraverso la flessibilità più tutelata, ovvero quella che passa dalle Agenzie per il lavoro».«Il tavolo aperto presso il Ministero del Lavoro in merito al recepimento della direttiva europea n.104/2008 nel nostro ordinamento rappresenta un’occasione unica per ampliare questa semplificazione che ha dimostrato di funzionare, – ha concluso Vione - così da rendere più semplice accedere al lavoro flessibile con tutti i diritti, a scapito delle forme di lavoro meno tutelate o irregolari ancora troppo diffuse nel nostro ordinamento».