Economia

Decreto. Apprendistato in azienda per gli studenti

Francesco Riccardi mercoledì 4 giugno 2014
I ministeri del Lavoro e dell’Istruzione la definiscono «una nuova frontiera». Una sorta di rivoluzione per il nostro sistema abituato a tenere ben distinte la scuola e il lavoro. Ora si cerca di cambiare completamente prospettiva e dal prossimo anno scolastico partirà la sperimentazione dell’apprendistato per gli studenti del quarto e quinto anno delle superiori. Obiettivo: consentire ai ragazzi di inserirsi in un contesto aziendale già prima del diploma, alternando la frequenza scolastica con la formazione e il lavoro in azienda e nel frattempo "guadagnare" crediti per la maturità. Come avviene in Germania, dove l’alternanza scuola-lavoro e l’apprendistato estesi al massimo hanno assicurato risultati eccezionali per l’occupazione giovanile.Sul piano pratico, il decreto prevede che l’apprendistato possa avvenire per l’intera classe o per singolo studente in un’azienda che avrà in precedenza sottoscritto un Protocollo d’intesa coi ministeri e le Regioni interessate per specificare: gli indirizzi di studio coinvolti, i criteri per individuare scuole e studenti, le modalità per assicurare ai giovani l’eventuale rientro nei percorsi ordinari, il numero minimo di ore da svolgere sul posto di lavoro, i criteri per il monitoraggio della sperimentazione. L’impresa dovrà, ovviamente, dimostrare di avere le carte in regola per la formazione degli apprendisti anche minorenni, di rispettare le norme sulla sicurezza. Ogni studente-apprendista sarà poi accompagnato da un "piano formativo personalizzato", da un tutor aziendale e uno scolastico (per loro prevista una formazione a carico dell’impresa). Ampia la flessibilità per le scuole: tra apprendimento in aula ed esperienza di lavoro potranno utilizzare fino al 35% dell’orario annuale. Per gli Istituti tecnici e professionali si tratta, ad esempio, di un massimo di 369 ore su 1.056.«L’apprendistato a scuola consentirà ai nostri giovani di affrontare con le giuste competenze un mercato del lavoro sempre più competitivo e alla ricerca di profili specializzati», commenta con soddisfazione il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. «Un’altra testimonianza dell’impegno del governo per favorire nuove opportunità di ingresso nel lavoro dei giovani, assicurando loro un’adeguata qualificazione professionale ed una valorizzazione delle competenze», gli fa eco il ministro del lavoro Giuliano Poletti. «I ragazzi concluderanno il loro percorso formativo diplomati e con un contratto di lavoro in tasca – sottolinea il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi –. Molte imprese sono pronte a raccogliere la sfida, prime fra tutte l’Enel che ha già siglato un accordo coi sindacati per assumere circa 150 studenti apprendisti».