Economia

Usa. Trump convince Apple a investire in America

Pietro Saccò mercoledì 17 gennaio 2018

Studenti imparano a programmare app con Swift, il sistema di Apple (foto Apple)

La riforma fiscale di Donald Trump ha convinto Apple a riportare negli Stati Uniti almeno una parte della gigantesca cassa (ben 252 miliardi di dollari) che il gruppo fondato di Steve Jobs teneva nei paradisi fiscali, tra Cayman, Jersey e Bermuda.

L’azienda, ricordando di essere già il primo contribuente del fisco americano, ha annunciato che anticiperà 38 miliardi di dollari di “tassa di rimpatrio”. La riforma fiscale approvata dal Congresso americano a fine dicembre consente alle aziende di riportare negli Stati Uniti la liquidità detenuta all’estero pagando un’aliquota ridotta: l’8% per i soldi investiti all’estero nel settore immobiliare o in altri asset “fisici” e il 15,5% per il capitale tenuto all’estero in forma di azioni, contanti o altri liquidi. L’aliquota normale per i soldi rimpatriati negli Stati Uniti era del 35%.

Ci si aspetta che altri grandi gruppi americani che hanno un’enorme quantità di capitali all’estero - a partire da Google, Facebook e General Electric - sfrutteranno la finestra aperta dall’amministrazione repubblicana per riportare la liquidità in America. Investendo anche suell fabbriche per sfruttare il drastico taglio delle tasse sui profitti delle aziende, ridotti dal 35 al 21%.

Apple ha anche annunciato un massiccio piano di investimenti negli Stati Uniti, calcolando in 350 miliardi di dollaril il vantaggio che la sua strategia porterà all'economia degli Usa. L’azienda dell’iPhone investirà 30 miliardi di dollari in cinque anni, creando 20mila nuovi posti di lavoro americani, che si vanno ad aggiungere agli attuali 84mila dipendenti di Apple in America. Il progetto prevede la costruzione di un nuovo Apple campus e 10 miliardi di investimenti per la costruzione di data center in sette Stati.

L’azienda aumenterà da 1 a 5 miliardi la dotazione del suo fondo per l’industria avanzata, istituito per aiutare le aziende americane che riforniscono il gruppo di Cupertino a innovare i processi produttivi.