Economia

Gli effetti del Covid-19. Alle Pmi servono 15 miliardi di liquidità

Paolo Pittaluga giovedì 19 marzo 2020

Le piccole imprese in difficoltà

15 miliardi di liquidità nei prossimi tre mesi. È la somma stimata dal 1° Osservatorio sul Working Capital - realizzato da Cribis e Workinvoice - su un campione di 84mila Pmi con un fatturato tra 2 e 50 milioni di euro. Lo studio mette in luce che gli effetti del Covid-19 avranno un impatto sul capitale circolante tra i 10 ed i 19 miliardi su 342 miliardi di crediti e debiti commerciali. L'Osservatorio ha analizzato 84mila piccole e medie imprese con un fatturato complessivo tra 2 e 50 milioni.

Crif Rating, agenzia di rating del gruppo Crift, esaminando lo stesso campione di aziende ha stimato che il fabbisogno finanziario di tutto il 2020 potrebbe giungere a 45 miliardi. E quasi la metà riguarderà le imprese della Lombardia (27%), Veneto (12%) ed Emilia Romagna (10%).

Le simulazioni effettuate hanno valutato gli effetti di un allungamento dei tempi di incasso sino a 20 giorni su 190 miliardi di euro di crediti commerciali e di 10 giorni su 152 miliardi di debiti verso fornitori. L'impatto indica un incremento dei crediti compreso tra 30 e 41 miliardi e tra 10 e 19 miliardi per il capitale circolante netto. "I nostri clienti - osserva l'Ad di Cribis Marco Preti - registrano già i primi segnali di ritardi sui termini concordati". Ipotizzando un aumento a 20 giorni nell'incasso si registra una crescita dei crediti di circa 41 miliardi. Allo stesso tempo l'aumento dei giorni di pagamento ai fornitori determinerebbe una crescita dei debiti commerciali di 22,6 miliardi. E ancora, ipotizzando un calo del 70-80% del fatturato in tre mesi (uguale al 20% su base annua) secondo Cribis Workinvoice l'aumento del capitale circolante netto da finanziare sarebbe 14,7 miliardi.

Entrambi gli scenari vedono aumentare l'esigenza di liquidità delle aziende, schiacciate dall'aumento dei tempi di incasso insieme ad una non proporzionale compensazione dei tempi di pagamento dei fornitori ed una probabile riduzione del fatturato. "Serve prendere rapidamente misure per compensare un'improvvisa carenza di liquidità del sistema delle Pmi" sottolinea Fabio Bolognini, co-founder di Workinvoice. Secondo Crif Ratings il 55% del campione di Pmi studiato presenta livelli minimi o nulli di indebitamento finanziario o disponibilità di cassa pari o superiori al debito finanziario in scadenza nei successivi 12 mesi. Queste aziende sarebbero in grado di fronteggiare l'emergenza. Ci sono però 31mila aziende con situazioni di liquidità delicate e 6mila senza possibilità di manovra: entrambe avranno bisogno nel corso dell'anno di 60 miliardi di cui solo 15 miliardi saranno coperti dai flussi di cassa 2020. I settori più colpiti saranno il commercio all'ingrosso, la manifattura, il tessile e l'abbigliamento. A questi andrà infine aggiunto il turismo.