Economia

ALLARME. Fmi: «Disoccupazione rischio sociale»

Gianluca Cazzaniga mercoledì 23 settembre 2009
Il Fondo monetario internazionale rilancia l’allarme lavoro. Ieri ha parlato il direttore generale, Dominique Strauss-Kahn, che ha avvertito: «La disoccupazione potrebbe continuare ad aumentare l’anno prossimo» anche con un rimbalzo dell’economia. «Per le persone che perdono il lavoro la crisi non è superata. In molti Paesi, soprattutto quelli senza adeguata rete di tutele sociali, la povertà resterà», ha aggiunto Strauss-Kahn: «I costi umani e sociali possono peggiorare prima di migliorare». Una situazione che mette a rischio la «stabilità sociale».Intanto ieri la Commissione europea ha proposto un nuovo sistema di vigilanza da realizzare entro il 2010, per scongiurare il rischio di un’altra crisi finanziaria in Europa. «Il nostro obiettivo è impedire che i contribuenti europei siano costretti a rivivere i giorni bui dell’autunno 2008 in cui i governi furono costretti a intervenire con miliardi di euro a sostegno delle banche», ha dichiarato ieri il presidente Jose Manuel Barroso. Bruxelles si augura che la proposta possa ispirare il modello mondiale di cui si parlerà, oggi e domani, al G20 di Pittsburgh.L’Europa ha da più di dieci anni un mercato unico che comprende circa 500 milioni di persone, ma non ha ancora un unico sistema per vigilare sulle banche e sui mercati finanziari. La Commissione ha avanzato la proposta di un’inedita architettura europea basata su due pilastri. Da un lato, un nuovo Sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziaria (Esfs), composto dalle autorità nazionali di vigilanza e da tre nuove autorità europee di vigilanza: una per le banche; l’altra per le assicurazioni e i fondi pensione; e un’altra ancora per i mercati e gli strumenti finanziari. Dall’altro lato, un nuovo Consiglio europeo per il rischio sistemico (Esrc) : un organismo composto da 33 membri (i 27 banchieri centrali, il presidente e il vicepresidente della Banca centrale europea, e i presidenti delle tre nuove autorità di vigilanza europee) con il compito di lanciare allarmi contro i rischi sistemici e inviare raccomandazioni non vincolanti agli stati membri e alle autorità di vigilanza.La svolta più radicale riguarda il primo pilastro, perché, oltre alle competenze dei vecchi Comitati europei di cui prendono il posto, le tre nuove autorità di vigilanza avranno nuovi poteri. Ad esempio, potranno elaborare proposte di norme tecniche, risolvere le controversie tra autorità di vigilanza nazionali e decidere in caso di persistente disaccordo, intervenire in caso di violazione delle leggi comunitarie, esercitare poteri di vigilanza sulle agenzie di rating del credito, e prendere decisioni in situazioni d’emergenza. Il commissario europeo per il mercato interno e i servizi, Charlie McCreevy, si è augurato una rapida approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo per avviare il nuovo sistema nel 2010.