Economia

Il caso. Alitalia, in arrivo la lettera di Etihad

martedì 15 aprile 2014
Per Alitalia si avvicina l'ora della verità. La lettera di Etihad è pronta. Il cda l'ha approvata. E domani è attesa a Fiumicino. Si conosceranno quindi finalmente le condizioni che la compagnia di Abu Dhabi pone ad Alitalia per procedere con un investimento che dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro, di cui 300-400 milioni con aumento di capitale e il resto con altri tipi di finanziamento. La lettera dovrà essere quindi presentata anche al Governo. E nei giorni immediatamente successivi (ma potrebbe anche essere subito dopo Pasqua) è atteso un cda di Alitalia. E probabilmente anche l'incontro annunciato dal ministro dei trasporti Lupi con i sindacati. Ma i sindacati mettono già le mani avanti, con il leader della Cgil Susanna Camusso che avverte: l'accordo fatto con l'azienda sugli esuberi resta il punto di riferimento. Intanto Etihad punta a crescere: la compagnia, chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita del 27% a 1,4 miliardi di dollari e un traffico passeggeri pari a 3,2 milioni (da 2,8 milioni), ha annunciato 8 nuove destinazioni e che entro fine anno avrà un network di 103 rotte. Il testo della missiva, limato per giorni sui nodi più delicati degli esuberi, del debito e del ruolo di Malpensa, indicherà i numeri sui quali verrà condotta la trattativa tra le due aziende e con banche e sindacati, che dovrebbe concludersi entro fine maggio con l'accordo finale. Uno dei nodi più spinosi è quello dei tagli al personale: la richiesta di Etihad dovrebbe essere di 2.500-3.100 coinvolgendo parte o tutti gli esuberi dell'accordo del 14 febbraio (1.437 con cig a rotazione nel personale di terra e 800 contratti di solidarietà nel personale di volo) oltre ai circa 900 già in cig a zero ore volontaria. Ma i sindacati non sembrano intenzionati a concedere molto. Abbiamo fatto con la gestione in corso di Alitalia un accordo sulla gestione di problemi di costi, di rotazione tra cassa integrazione e contratti di solidarietà: per noi quell'accordo resta il punto di riferimento", sottolinea Camusso. Che, dopo giorni e giorni di voci e indiscrezioni, chiede di avere notizie certe su quanto sta accadendo: "Mi pare che si continui a discutere di ciò che succederà ma manca l'oggetto fondamentale: investimenti, presenza, piano industriale, a quel punto si discute. In assenza di tutto questo - avverte - mi sembra la preparazione al disastro invece che un intervento di salvataggio di Alitalia". Sul nodo del debito, che ammonta a circa 1 miliardo, Etihad vorrebbe la rinegoziazione per circa 400 milioni. Sul fronte infrastrutturale, inoltre, la compagnia di Abu Dhabi vorrebbe che il Governo accelerasse sul collegamento ad alta velocità con Fiumicino. Da capire, infine, il destino di Malpensa. Le indiscrezioni parlano di un potenziamento solo in chiave cargo, ma le autorità lombarde hanno già promesso battaglia. Per Linate invece sembra sicuro un rilancio.