Economia

GRANDI MANOVRE. Alitalia, il Cda approva l'aumento di capitale

giovedì 26 settembre 2013
Il Consiglio di amministrazione di Alitalia ha deciso un aumento di capitale da 100 milioni di euro per la compagnia aerea. La decisione è stata approvata a maggioranza, così come la sottoscrizione del convertibile da 55 milioni. I consiglieri italiani avrebbero votato a favore dell'operazione, mentre i componenti francesi in quota ad Air France avrebbero votato contro.  La compagnia ha chiuso il primo semestre 2013 con una perdita di 294 milioni di euro, in peggioramento dal rosso di 201 milioni dello stesso periodo del 2012, scontando anche 50 milioni di accantonamenti straordinari, di cui 47 legati al contenzioso fiscale sulle società irlandesi in capo all'ex gruppo Air One.

Si riduce l'indebitamento finanziario netto di Alitalia: al 30 giugno risulta pari a 946 milioni di euro, inclusi 95 milioni del finanziamento soci, dai 1,023 miliardi del 31 marzo scorso. E' quanto si legge nella nota di bilancio. Al termine del semestre la disponibilità liquida totale gestionale risulta pari a 128 milioni

Vicari: soci stranieri ok, ma controllo italiano"Su Alitalia - va bene che ci siano tanti soci, anche stranieri, ma non dovrebbero possedere una quota di capitale superiore a una certa soglia, che ne porti all'acquisizione e al controllo". È quanto ha affermato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, ai microfoni di Prima di tutto di Radio UnoRAI. "Suu Alitalia stiamo probabilmente intervenendo in tempo, con la determinazione del ministro Lupi, e su questo rispetto a Telecom c'è nel governo una sensibilità e una capacità tecnica maggiore".

Lupi: contano piano industriale e occupazione"Era necessario creare le condizioni affinchéè la compagnia fosse più forte ed è per questo che 5 anni fa si e' scelto Air France". È quanto ha affermato il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, ai microfoni di Radio anch'io Rai. "Quello che direi a qualsiasi possibile partner straniero" ha poi spiegato Lupi, "e' una cosa molto semplice: al governo interessa il piano industriale e quindi conta sapere che garanzie ci sono per le scelte sugli scali e gli hub e le garanzie per l'occupazione".

Elkann: importa che vada bene, non dove ha sede''Preferisco essere cliente di un'Alitalia che va bene e mi porta in tanti luoghi anche se appartiene a un gruppo molto più grande, piuttosto che essere un cliente insoddisfatto di un'Alitalia italiana''. Lo ha detto John Elkann, presidente della Fiat, a margine del convegno Valore D, alla luce delle recenti acquisizioni di aziende italiane da parte di operatori stranieri. ''Non mi preoccupa tanto e non ne faccio una questione di principio dove sia la sede sociale, quale è la connotazione, per me quello che conta è l'effettivo contributo che l'azienda dà al proprio Paese'', ha aggiunto.