Economia

L'accordo. Mezza Smart prende la Via della Seta

Redazione Motori giovedì 28 marzo 2019

La Cina avanza, anzi non si ferma più. Confermando le indiscrezioni che circolavano da qualche giorno, Daimler ha annunciato ufficialmente un'alleanza con la cinese Geely per produrre insieme in Cina nel 2022 la prossima generazione di Smart che sarà esclusivamente elettrica. Geely, il cui proprietario Li Shufu è il principale azionista di Daimler dal febbraio 2018, e il produttore tedesco "costituiranno una joint venture in parti uguali" per consentire "l'espansione di Smart" come "marchio puramente elettrico", spiega Daimler in una nota. Il costruttore tedesco fermerà "già nel 2022" la produzione di city-car Smart nel suo sito storico di Hambach, nella Francia orientale. Detta in soldoni, il marchio cinese ha acquistato il 50% di Smart.

L'iconica city-car tedesca è stata lanciata più di vent’anni fa: è diventata popolarissima in Italia, suo primo mercato al mondo, ma non ha mai sfondato altrove: attualmente vende solo 130 mila unità all’anno a livello globale. Secondo stime di Evercore ISI, il marchio perde tra i 500 e i 700 milioni di euro l’anno e le sue immatricolazioni sono poca cosa rispetto ai 2,2 milioni di vetture che escono della linee di produzione Mercedes-Benz. Un lusso che i tedeschi non vorrebbero più permettersi e che non farebbe parte dei piani del prossimo amministratore delegato di Mercedes-Benz, Ola Kallenius, che prenderà il timone a maggio.

La joint venture, con quote 50-50 tra Daimler e Geely, avrà sede in Cina e svilupperà e gestirà a livello globale il marchio Smart come costruttore “full electric”. Un nuovo impianto di auto elettriche sarà appositamente costruito in Cina e sono attesi tre nuovi modelli entro il 2022, nell'ottica di un rinnovamento totale dei prodotti. La joint venture dovrebbe essere completata entro la fine del 2019, mentre i termini finanziari non sono stati resi noti.

Nel 2018 Geely è diventata il primo azionista di Daimler AG con un’operazione da 7,5 miliardi di euro per rastrellare il 9,7% delle azioni sul mercato. Il potente Gruppo cinese nel 2010 ha acquistato la Volvo, in grave difficoltà, e l’ha rilanciata senza snaturare le caratteristiche di stile e attenzione alla sicurezza degli svedesi. Ha preso anche il controllo di marchi di nicchia, come la fabbrica dei taxi neri di Londra, la Lotus britannica e Proton in Malesia.