Economia

Agenda digitale. In Ue cresce, ma in Italia è indietro

mercoledì 20 maggio 2015
Raggiungendo gli obiettivi dell'Agenda digitale europea l'Ue calcola che nei prossimi otto anni si otterrà un aumento del Pil europeo del 5% e oltre 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro, ma, mentre l'Unione è in linea con il raggiungimento degli obiettivi, l'Italia resta fanalino di coda rispetto a partner europei e solo un intervento sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione del nostro Paese potrà contribuire a colmare il gap. È quanto è emerso a Palazzo Giustiniani, a Roma, in occasione dell'evento Pubblica amministrazione digitale: come farla davvero?, organizzato da Ey in collaborazione con Glocus.Al convegno, aperto da Linda Lanzillotta, vicepresidente del Senato e presidente di Glocus, e Dario Bergamo, Ey partner government and public sector leader, è stato presentato un dossier realizzato da Ey, in collaborazione con Glocus, che analizza quindi gli aspetti della digitalizzazione della Pa fornendo indicazioni sullo scenario europeo e il contesto di riferimento, con un focus specifico sulla situazione in Italia.Quattro le iniziative prioritarie emerse durante il dibattito sugli obiettivi fissati dall'Agenda digitale italiana e pianificati assieme ad Agid, riguardanti i principali sette pilastri in materia di digitalizzazione: identità digitale e servizi innovativi per i cittadini, amministrazione digitale, istruzione digitale, sanità digitale, diffusione della banda larga e ultralarga, moneta e fatturazione elettronica e giustizia digitale. Al primo posto delle iniziative prioritarie individuate dallo studio c'è la realizzazione delle infrastrutture e della rete di connettività, necessaria per la penetrazione della banda ultralarga e per la completa connessione delle amministrazioni al Spc-Sistema pubblico di connettività.Quindi bisogna procedere, hanno evidenziato gli esperti presenti al convegno di Glocus e Ey, all'anagrafe unica, che ha come obiettivo la realizzazione di un'unica base dati anagrafica per tutto il territorio nazionale, prerequisito per la realizzazione di progetti di identità e domicilio digitale, e allo Spid-Sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese, un progetto strategico per il passaggio dallo sportello fisico a quello digitale. Ma anche la fatturazione elettronica, volano per i processi di digitalizzazione e archiviazione documentale digitale, è tra leiniziative prioritarie."Lo sviluppo di modelli di governance, basati sull'integrazione del digitale nella Pa deve essere la strada da seguire per non perdere il treno della crescita - ha commentato Linda Lanzillotta -. Purtroppo il gap che esiste nei confronti dei partner europei è ampio in tutti gli ambiti esplicitati dall'Agenda digitale europea". Il lavoro da fare, ha evidenziato Lanzillotta, "è ancora molto e il governo con la riforma della Pa e con una nuova strategia sulla rete Ngn sta cercando di rendere le amministrazioni più efficienti, moderne e al servizio dei cittadini". Per questo, ha osservato la vice presidente del Senato, "è necessaria una road map precisa che abbia come primo punto la digitalizzazione, la riorganizzazione dei processi e, di conseguenza, delle strutture e degli uffici". Per la presidente di Glocus, infine, "la Pa è un patrimonio per il Paese e il suo efficientamento costituisce una leva strategica per la nostra economia, per la lotta alla corruzione e per la qualità della vita dei cittadini".