Economia

Napoli. «Una politica più forte contro il lavoro sommerso»

sabato 26 settembre 2015
Si é svolto a Napoli il workshop Lavoro irregolare e discriminazione: il settore edile in Campania, evento finale di diffusione dei risultati ottenuti in Campania nell’ambito del Servizio specialistico integrato per l’emersione e il contrasto delle discriminazioni e del lavoro irregolare delle categorie svantaggiate, finanziato dall’Unar. Stefano Tassinari, responsabile Lavoro e vice presidente nazionale delle Acli ha affermato: "Il tema del contrasto al lavoro sommerso va sorretto da una politica più forte di contrasto all'illegalità e all'evasione, anche con misure che leghino incentivi e finanziamenti alle imprese a un sistema semplice di pagamenti elettronici che garantiscano la completa tracciabilità del denaro. Inoltre è urgente definire una moratoria per eliminare, cominciando dalle istituzioni, la pratica dei pagamenti in ritardo che nei fatti favorisce una concorrenza fondata sulla legge del più forte".Per Anna Cristofaro, presidente Acli Campania "la prima proposta operativa è proprio quella dare continuità a questi momenti di ascolto e di relazione tra istituzioni, sindacati, imprese e Terzosettore per insieme dare concretezza a una rete che metta in atto nel contempo misure che aiutino l'emersione e azioni che rendano efficaci controlli e contrasto all'illegalità e a una cultura diffusa che spesso la giustifica".Per Gianvincenzo Nicodemo, presidente delle Acli di Napoli "il lavoro è acquisizione di diritti epromozione umana. La marginalità connessa con il lavoro nero o grigio nega l'umanità e la dignitàdelle persone. Dobbiamo insieme costruire percorsi per riportare il lavoro a una dimensione alta eper scommettere su una economia di qualità".L’iniziativa è stata finalizzata ad approfondire, attraverso azioni di ricerca il fenomeno del lavorosommerso nelle Regioni obiettivo convergenza, a contribuire alla sensibilizzazione di ampi eprivilegiati pubblici istituzionali, del mondo imprenditoriale, delle parti sociali, del Terzo settore sultema del contrasto al lavoro nero e alla discriminazione, ed a fornire un servizio di ascolto,consulenza legale e psicologica ai lavoratori irregolari tramite una rete di sportelli dedicati.Mentre a proposito dell'ipotesi allo studio del Tesoro, annunciata nell'audizione alla Commissione Lavoro della Camera, di incentivi pubblici per accordi aziendali che permettano il part time ai lavoratori vicini alla pensione, in cambio dell’assunzione dei più giovani., Tassinari auspica "un concreto intervento sulla riforma Fornero e che il governo si muova nella direzione della proposta di una staffetta solidale tra generazioni. Si tratta di una proposta che da un anno rilanciamo, a partire dalla campagna delle Acli La forza del lavoro: prevedere una sorta di pensionamento part time laddove le aziende assumano giovani almeno part time promuovendo specifici contratti di solidarietà espansivi. Ridistribuire il lavoro, specie tra generazioni, rappresenta la possibilità di accrescere il numero complessivo di occupati e soprattutto di diffondere lavoro stabile e fiducia a favore dell'apporto lavorativo delle persone e delle famiglie più giovani che, invece, oggi manca al Paese e che significa anche sostenere l'innovazione del sistema produttivo". "Le Acli - conclude Tassinari - guardano con attenzione a provvedimenti che prioritariamente risolvano la vicenda esodati e che consentano una maggiore flessibilità in uscita delle riforma Fornero. Solo ridistribuendo lavoro a favore dei giovani e dei trentenni è possibile far ripartire il Paese perché è in particolare questa fascia di età che più di altre se può investe nel futuro e che oggi è invece ancora drammaticamente in discesa nel numero di occupati. È come se il Paese invecchiasse il doppio: sia perché non si fanno figli che perché nel mondo del lavoro ci si inserisce pienamente in media ormai all'alba del proprio invecchiamento".