Economia

ECONOMIA. Accordo fra banche e imprese «Debiti sospesi per un anno»

Giuseppe Matarazzo martedì 4 agosto 2009
«Un anno sabbatico per fare riposare la terra in attesa del tempo giu­sto ». Il ministro dell’Economia, Giu­lio Tremonti, suggella metaforica­mente così l’«avviso comune» fir­mato ieri dall’Abi e da dodici asso­ciazioni di categoria sulla moratoria dei debiti per le imprese piccole e medie verso il sistema creditizio. Un accordo che prevede la sospensione per un anno del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo per le imprese, la sospen­sione per 12 o 6 me­si del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di lea­sing e l’allungamen­to a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigen­ze di cassa, con rife­rimento alle opera­zioni di anticipazio­ne su crediti certi ed esigibili. Ma an­che un sostegno ai processi di rica­pitalizzazione con finanziamenti ad hoc pari a un multiplo dell’aumen­to di capitale effettivamente versa­to dai soci. Punti che sanciscono l’i­nizio di un nuovo corso del rappor­to fra banche e aziende. «È una boc­cata d’ossigeno per le imprese», ha sottolineato senza mezzi termini Tremonti, al punto che avrebbe vo­luto materialmente arrivare nella se­de dell’Abi, a Milano, «con una vera bombola, per simboleggiare lo spi­rito dell’iniziativa»: «Oggi (ieri, ndr) è una buona giornata, siamo qui tut­ti insieme per fare cose utili per il be­ne comune». Attorno al tavolo, con il ministero dell’Economia e l’Asso­ciazione bancaria italiana, c’erano Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confcooperative, Cia, Casartigiani, Cna, Confedilizia, Confesercenti, Coldiretti, Confagri­coltura, Confapi e Lega Coop. In tempi rapidi si è creata «una rete a sostegno delle imprese, per traghet­tare il sistema industriale al di là del­la crisi», ha affermato il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, presen­tando orgogliosamente l’intesa. «L’accordo costituisce l’anello che dovrà chiudere la nostra catena di sostegno alle imprese – ha aggiunto –: l’Abi ha ritenuto di dover fare que­sto sforzo ulteriore». Commenti positivi dagli imprendi­tori. «Di passo importante», parla il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha però aggiunto: «È importante che quando un im­prenditore a settembre andrà pres­so gli sportelli bancari, questa mo­ratoria ci sia veramente e concreta­mente. Il tema della liquidità e del credito rimane una priorità assolu­ta». «È stato compiuto uno sforzo collettivo. Sono interventi opportu­ni per favorire l’equilibrio finanzia­rio delle imprese», affermano in u­na nota congiunta Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. E Confcooperative dà atto al governo del ruolo propul­sivo svolto. Il presidente della Con- fapi, Paolo Galassi, chiede ulteriori interventi per le piccolissime azien­de: «Provvedimenti mirati, struttu­rali come un fisco più leggero e un bonus per chi non licenzia o delo­calizza ». Temi su sui è stato già con­cordato per settembre un incontro con Tremonti. Resta da monitorare riguardo alla moratoria, l’effettiva disponibilità degli sportelli. A sti­molare gli istituti l’annuncio del mi­nistro Tremonti: se l’accordo fun­ziona il governo è pronto a conce­dere alle banche sgravi fiscali sulle perdite sui crediti se il meccanismo della moratoria sui debiti delle Pmi funziona. E ci sono già istituti che si sono mossi in questa direzione. Ie­ri stesso Confarti­gianato, Cna, Casar­tigiani e Confcom­mercio hanno rag­giunto un’intesa con Unicredit Group, che integra il Pro­getto Impresa Italia, per dare immediato aiuto alle piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà. Mentre Intesa Sanpaolo già da fine maggio dà alle piccole e medie imprese la possibilità di rinviare di un anno, con una semplice scrittura privata, il pa­gamento della quota capitale delle rate di mutui e leasing. Il mondo del­le banche e quello dell’impresa pro­vano dunque a parlarsi e ragionare in sinergia. Così la moratoria sui de­biti delle imprese incassa i com­menti positivi anche del mondo po­litico e sindacale. Ma da più parti si chiede uno sforzo ulteriore per so­stenere anche l’anello mancante (e più debole) di questo accordo: la fa­miglia. Lo fanno a più voci Udc, Pd, Cisl, Ugl, e le associazioni dei con­sumatori, a cominciare da Adicon­sum: più aiuti alle famiglie e soste­gno ai redditi dei lavoratori. Fino al­la proposta di una moratoria sul pa­gamento dei mutui anche per i nu­clei in difficoltà. Solo così l’«avviso» di ieri diventa davvero «comune».