Economia

INTERVISTA. Di Virgilio: «Abbiamo sbagliato, ora rimediare»

Pier Luigi Fornari martedì 26 ottobre 2010
«Le famiglie non possono essere lasciate sole nelle loro difficoltà e i malati lungo degenti, specie quelli in stato vegetativo, non debbono restare con finanziamenti inadeguati, iniziativa eccellenti come quelle della social card vanno confermate». Il deputato del Pdl, Domenico Di Virgilio ribadisce le preoccupazioni già espresse in commissione Affari sociali della Camera, dove giovedì scorso è iniziata la sessione di bilancio, sui tagli operati dalla legge di stabilità, come l’azzeramento del fondo per la non autosufficienza e lo scarso finanziamento dei defibbrillatori e la riduzione dei fondi per la famiglia. Allora che fare?Difficile agire sulla legge di stabilità che ha preso il posto della Finanziaria, possiamo invece avere successi nella correzione degli errori con il cosiddetto decreto "mille proroghe" di fine anno. Come mai si è giunti a questa situazione?Probabilmente abbiamo sbagliato a non fare a giugno, quando fu discussa la manovra anticrisi, una battaglia per difendere questi aspetti dello Stato sociale. Ora possiamo agire sul "mille proroghe". Comunque sto preparando un ordine del giorno che impegni il governo a ripristinare il fondo per la non autosufficienza e il finanziamento per la social card. Qual è il problema con i defibrillatori?Ogni anno, fuori dagli ospedali, muoiono 60 mila persone per arresto cardiaco determinato da fibrillazione ventricolare: almeno la metà si possono salvare se si interviene precocemente con il defibrillatore. Lamento che il provvedimento relativo prevede 4 milioni di euro per il 2010 e 2 milioni per il 2011. Una cifra assolutamente insufficiente. Con queste cifre non si riesce a tutelare i cittadini perché ogni defibrillatore costa mille euro. È stato calcolato infatti, dallo stesso ministero della Salute, che serve un defibrillatore ogni mille abitanti.