Chiesa

Covid. www.unitinellasperanza.it, ecco il nuovo portale Cei sulla Chiesa nella pandemia

Vincenzo Corrado martedì 15 dicembre 2020

C’è un'immagine molto efficace con cui viene oggi descritto l'universo dei media: l'ecosistema. Utilizzando la metafora di quanto avviene in natura, immaginiamo un ambiente in cui interagiscono molti elementi diversi. Tutto tende all'integrazione. Se, ad esempio, in un bosco viene introdotta una nuova specie animale, questo evento avrà ripercussione su tutto il contesto vitale. E questo finché non verrà sviluppato e vissuto il giusto equilibrio. Insomma, finché non ci sarà integrazione.

Nei media accade la stessa cosa. Pensiamo ai vari strumenti – smartphone, radio, tv, social network, siti informativi... – linkati tra di loro, fino a comprendersi tutti insieme in un unico luogo. Non è semplice tecnologia, ma legame tra conoscenza, culture, idee, sentimenti. In una parola, tra persone. Con la stessa abilità immaginifica proviamo a pensare che il ritmo vitale di questa integrazione venga scandito secondo virtù o, meglio, dalla virtù della speranza. E se questo avvenisse nella realtà?

La domanda intriga e provoca, tanto da diventare progetto. Si tratta di www.unitinellasperanza.it ed è la risposta al quesito: un ambiente digitale che raccoglie e rilancia le buone prassi proposte dalle diocesi italiane, offre contributi di riflessione e approfondimento, condivide notizie e materiale pastorale. Il tutto tenuto insieme dal filo robusto della speranza.

L'iniziativa, promossa dalla Segreteria generale della Cei, nel solco del progetto nato durante il lockdown https://chiciseparera.chiesacattolica.it, intende dare testimonianza viva che quello attuale non è un tempo perso ma fa parte della nostra storia, del nostro ambiente vitale. Nel recente “Messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia”, il Consiglio episcopale permanente ha ricordato che «non possiamo ritirarci e aspettare tempi migliori, ma continuiamo a testimoniare la risurrezione, camminando con la vita nuova che ci viene proprio dalla speranza cristiana». Per questo, la testata del nuovo sito presenta una sorta di dichiarazione d'intenti, tratta dal Vangelo di Matteo: «Coraggio, non abbiate paura» (Mt 14,27).

Quante volte abbiamo sentito dire queste stesse parole da un genitore, da un amico, da un professore, da un allenatore, da un medico. Ebbene, sono le stesse parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in un momento delicato, quando cioè temevano per la loro stessa vita. E sono le stesse parole che stanno risuonando nelle nostre Chiese locali in questi mesi di Covid-19. Unitinellasperanza.it intende coglierle e – come si dice in gergo – amplificarle. Non per pubblicità, ma per testimonianza. Non è ricerca di buone motivazioni per essere coraggiosi o sfidare il virus, ma è presenza: per Gesù la prossimità è più importante e incisiva delle parole stesse. E questa presenza sostiene e motiva il nostro essere. Per noi cristiani le grandi sfide si affrontano soprattutto così: uniti a Cristo e tra di noi. In questo modo ogni dubbio può sfociare in una scoperta, ogni dolore può diventare un insegnamento, ogni paura può trasfigurarsi nella più solida speranza.

È questo l'orizzonte cui tende il sito: una piattaforma di condivisione nella speranza cristiana.

«Uniti nella speranza», dunque, per disegnare percorsi che parlano di rinascita, di comunità che, seppure con fatica, continuano a progettare con creatività un'appartenenza autentica che il sito vuole valorizzare. È la fecondità della condivisione, cioè del dividere insieme. È rimando alla dimensione eucaristica, al dono totale di sé, a quel dono gratuito che spezza le catene della paura. "Con-dividere" può sembrare rischioso, minaccioso, perché bisogna rinunciare a qualcosa di proprio. Difatti è una perdita. Ma questo non deve spaventare.

La con-divisione vera nasce dall'accoglienza dell'altro e si fonda sulla relazione autentica che non viene mai messa in discussione perché è "il sacramento della fraternità". Ed è anche il principio-guida di www.unitinellasperanza.it, segno di comunione e di costruzione del futuro insieme.

Direttore Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei