Chiesa

Sassari. Vocazioni col cuore di Cristo per rinnovare il clero

ANDREA GALLI mercoledì 18 maggio 2016
Ventotto ordinazioni sacerdotali negli ultimi undici anni, una media di quasi tre sacerdoti ogni dodici mesi. È questo il bilancio roseo, visti i tempi e rispetto ad altre realtà in Italia, dell’arcidiocesi di Sassari, che conta circa 220.000 battezzati. Undici anni, ovvero da quando si è insediato nella Chiesa sassarese l’arcivescovo Paolo Atzei, francescano conventuale, classe 1942. Il rinnovamento del clero, tema al centro dell’Assemblea generale della Cei, passa anche da qui, dalla capacità di tenere viva l’attrazione vocazionale, di trasmettere ai ragazzi la bellezza di essere sacerdoti che celebrano in persona Christi, prolungamento delle sue mani, della sua voce e del suo cuore. «Le vocazioni sono frutto in primis della grazia, per cui non è un esercizio dalla soluzione immediata il trovare le cause del loro maggiore o minor numero» spiega don Diego Pinna, rettore del Seminario minore di Sassari – dove vivono i ragazzi nell’età delle scuole superiori – e responsabile dei seminaristi maggiori dell’arcidiocesi – che frequentano il Seminario regionale di Cagliari, unico per tutta l’isola. Non è semplice fare diagnosi, però don Pinna si sente di sottolineare, in base all’esperienza e al suo ruolo, l’importanza del Seminario minore. «Negli anni 90 gli alunni del Minore sono stati da noi in media una ventina, poi c’è stato un calo, oggi siamo sulla decina, ma è un’esperienza che non si è interrotta, neanche negli anni più difficili del post-Concilio, quando era contestata da più parti. Questa continuità ha salvato una storia, un’esperienza, è stata molto importante». Don Pinna racconta che «i ragazzi che oggi entrano sono in genere piuttosto motivati, il tasso di perseveranza infatti è alto. Di giorno frequentano un liceo statale, poi fanno qui vita comunitaria. Noi li aiutiamo nello studio, nella formazione umana e spirituale. C’è un insegnamento di tipo catechistico, nel senso di trasmissione dei fondamenti della dottrina, che ha lo scopo di farli appassionare alle realtà sacre e si cerca di alimentare in loro l’amore per le anime, che è il fondamento del servizio sacerdotale. Il tutto in un ambiente che è caratterizzato da un clima sereno e familiare». Il sacerdote sassarese rimarca anche l’importanza della presenza del vescovo: «Atzei fa sentire la sua presenza paterna. Con lui andiamo in vacanza e lui ha un rapporto diretto con ognuno dei seminaristi, li segue personalmente soprattutto nei passaggi più delicati del loro percorso». Ma le vocazioni oggi non vengono più, ovviamente, solo dal Seminario minore: crescono quelle di giovani che arrivano dagli studi universitari o che sono passati per il mondo del lavoro. Cruciale in ogni caso resta il ruolo delle famiglie, spiega sempre don Pinna: «Sono loro le prime culle di una vocazione, indubbiamente. La crisi del tessuto familiare la sentiamo anche noi. Dove c’è una famiglia dall’ardente vita cristiana, quello è il terreno più fertile per la chiamata del Signore». © RIPRODUZIONE RISERVATA