Chiesa

La visita. Il cuore di Torino batte per Francesco

Gianni Cardinale sabato 20 giugno 2015
L’omaggio a don Bosco nel bicentenario della sua nascita, la preghiera davanti alla Sindone, la storica visita al tempio valdese. Sono questi i tre momenti chiave della intensa due giorni torinese di Papa Francesco. Nella mattinata di domenica il Pontefice si raccoglierà davanti a quella che in un videomessaggio del marzo 2013 aveva definito “Icona di un Uomo flagellato e crocifisso”, amata dal “popolo fedele” perché “l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazaret”. “Questa immagine, impressa nel telo, - aveva aggiunto - parla al nostro cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore”. Ma allo stesso tempo “il Volto della Sindone comunica una grande pace". Infatti, spiegava sempre il Papa, è come “se lasciasse trasparire un’energia contenuta ma potente, è come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto”. Domenica pomeriggio poi nella storica basilica di Santa Maria Ausiliatrice il Pontefice incontra i figli e le figlie della grande famiglia salesiana. Un incontro che per il successore di Pietro ha un significato particolare. Papa Francesco è il primo papa gesuita della storia ed è anche il primo Pontefice che ha assunto il nome del santo di Assisi, padre di una grande e multiforme famiglia religiosa. Ma un peso non indifferente nell'infanzia e gioventù di Jorge Mario Bergoglio lo ha avuto la spiritualità salesiana. In alcune lettere scritte tra il 1986 e il 1992 lo stesso Jorge Mario Bergoglio ha racconta i suoi legami con la famiglia di don Bosco. La figliolanza spirituale con don Enrique Pozzoli che lo ha battezzato e ha convinto i genitori a non opporsi alla vocazione sacerdotale del figlio. La partecipazione da piccolo alla processione di Maria Ausiliatrice, e la frequentazione dell'oratorio di San Francesco di Sales, con i padri confessori salesiani di San Carlos. La particolare devozione per il beato Artemide Zatti, salesiano laico. Terzo appuntamento importante è quello di lunedì mattina, quando per la prima volta un pontefice entrerà in un tempio valdese. In ottocento anni di presenza in Italia “non era mai successo”, hanno sottolineato i figli di Pietro Valdo, evidenziando che Papa Francesco “conosce i valdesi dai tempi del suo ministero episcopale” in Argentina. Un evento storico, e non è un caso quindi che il Papa abbia voluto nel seguito che lo accompagna a Torino anche il cardinale Kurt Koch, presidente del pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il dicastero ecumenico della Santa Sede. Come appendice di questo evento storico poi, Papa Bergoglio si incontrerà in forma privata, lontano dai riflettori, con alcuni suoi familiari. Celebrerà per loro la messa in arcivescovado dove si fermerà anche per un momento conviviale. Ma l’intensa visita pastorale a Torino vivrà, domenica, anche altri momenti rilevanti. Oltre alla solenne celebrazione eucaristica di Piazza Vittorio, in Piazzetta Reale è previsto l’incontro con il mondo del lavoro. In duomo ci sarà una breve sosta davanti all’altare del beato Pier Giorgio Frassati. E poi il pranzo con detenuti del carcere minorile, alcuni immigrati e senza fissa dimora, e una famiglia rom. Senza contare il breve ma intenso momento di preghiera privato nel Santuario della Consolata e l’incontro con ammalati e disabili nella chiesa del Cottolengo. E per finire il festoso incontro con i giovani, di nuovo a Piazza Vittorio.