Chiesa

L'anniversario. Venti anni di Nuovi Orizzonti Il Vangelo risposta al disagio

Augusto Cinelli sabato 11 gennaio 2014
Venti anni di un’avventura straordinaria che ha come protagonisti migliaia di giovani  tirati fuori dal buio più nero delle varie forme di dipendenza, devianza e disagio grazie all’esperienza dell’amore di Dio e che, a loro volta, hanno trasmesso la gioia della loro risurrezione a quel popolo della strada e della notte da cui venivano. Li festeggia la Comunità «Nuovi Orizzonti» che, due decenni fa, all’inizio del 1994, muoveva i suoi primi passi grazie all’intuizione della giovanissima fondatrice, Chiara Amirante, che insieme ai primi ragazzi di strada, con un atto di fiducioso abbandono alla Provvidenza, apriva la prima casa di accoglienza a Trigoria, periferia sud di Roma, con l’unico scopo di vivere fedelmente il Vangelo. «Da quel giorno – racconta con evidente stupore la Amirante – è stato un continuo sperimentare un vero e proprio miracolo, quello compiuto dall’amore che rende possibile ogni cosa». Un "miracolo" che solo in parte sarà possibile toccare con mano domani, nella giornata di spiritualità organizzata dalle 10 alle 17 da "Nuovi Orizzonti" al teatro Orione di via Tortona a Roma per festeggiare, insieme a tanti membri ed amici della Comunità, il ventennale di quella che Chiara definisce «la rivoluzione della gioia». È proprio la gioia, infatti, il cuore del carisma di "Nuovi Orizzonti", riconosciuta nel 2010 come Associazione internazionale privata di fedeli dal Pontificio Consiglio per i laici. «A dire il vero, spiega ancora la fondatrice, «tutto era cominciato già qualche anno prima del ’94 dal mio crescente desiderio di trasmettere al popolo della notte e dei disperati la profondissima gioia di Cristo Risorto che avevo continuato a sperimentare nonostante fossi stata colpita da una dolorosissima malattia diagnosticata cronica». Da allora Chiara ha iniziato a frequentare di notte la Stazione Termini di Roma avvicinando tanti fratelli e sorelle con esperienze di droga, prostituzione, carcere, criminalità e sperimentando la «sovrabbondanza della grazia laddove ha abbondato il peccato». Col tempo, quella che si configurava come una vera e propria «discesa negli inferi della solitudine, della devianza, del malessere, della tristezza della vita» ha prodotto in centinaia di persone una inaspettata risalita alla luce, grazie all’accoglienza e al sostegno di Chiara e di chi ha cominciato a condividere la sua avventura, tutta giocata su «Colui che è venuto a fasciare le piaghe dei cuori spezzati». Venti anni dopo, "Nuovi Orizzonti" significa oggi 207 centri di accoglienza, formazione e orientamento, 712 equipe di servizio nella prevenzione al disagio, nelle missioni di evangelizzazione di strada, negli ambiti della comunicazione, dello spettacolo, dei servizi sociali, cooperazione internazionale e promozione culturale, con migliaia di persone incontrate ogni anno, cinque "Cittadelle Cielo", strutture per formazione ed accoglienza, in fase di realizzazione in Brasile, Bosnia e Italia. La Comunità conta sulla disponibilità di più di trentamila persone, tra collaboratori e intere famiglie. Circa 400mila le persone che si sono impegnate come Cavalieri della Luce nel portare la rivoluzione dell’Amore nel mondo e più di un milione i simpatizzanti. «Posso dire di essere stata testimone di una piccola Pentecoste – afferma ancora la Amirante –. Tutto è stato totalmente opera di Dio che si è servito di un povero strumento come me, facendomi sperimentare nella mia impotenza l’immensa forza di guarigione e liberazione che si sprigiona dalla risurrezione di Gesù». Il futuro? «Sono certa che il Signore continuerà a stupirci con le meraviglie che compie a favore dei più piccoli».