Chiesa

LONDRA 2012. Tratta degli esseri umani, vincere la «sfida olimpica»

mercoledì 9 maggio 2012
Non c’è solo il pericolo terrorismo a Londra, è in agguato anche la forma più nascosta di schiavitù moderna. Secondo la Chiesa cattolica inglese l’aumento del traffico di esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione in occasione delle prossime Olimpiadi è infatti un rischio concreto.E il cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, ha lanciato ieri a Roma un appello alle autorità britanniche durante un convegno promosso con l’Ufficio per le politiche migratorie della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles e con l’Ambasciata britannica presso la Santa Sede sul traffico di donne e bambini destinati alla prostituzione. «In questi giorni – ha esordito Turkson – il Regno Unito si sta dotando di sempre maggiori misure di sicurezza per prevenire atti terroristici in concomitanza con i Giochi. Alle autorità inglesi chiediamo che altrettanto facciano sul versante del traffico di esseri umani». Per il cardinale occorre ampliare la collaborazione tra chiese, istituzioni nazionali e forze dell’ordine. Ma non basta. «Malgrado l’impegno della comunità internazionale e gli sforzi di parte della società civile – ha osservato – il fenomeno continua a generare milioni di vittime. Bisogna contrastare povertà e sottosviluppo, terreno fertile per i trafficanti». Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro sono 2,4 milioni le vittime di tratta nel mondo e il 79% di queste vengono sottoposte a sfruttamento sessuale. Vengono da Asia, Europa dell’Est, Africa. «Mi rivolgo a tutti coloro che parteciperanno alle Olimpiadi – ha concluso Turkson – affinché siano attenti e vigili sulla presenza di trafficanti e perché sappiano che la Chiesa è presente, con la sua rete di religiosi, per prestare assistenza a chi si trova in situazioni di pericolo». La Chiesa cattolica inglese in vista dei Giochi ha lanciato una campagna di sensibilizzazione insieme a Scotland Yard coinvolgendo 500 volontari che distribuiranno opuscoli con il numero verde anti tratta inglese in diverse lingue. «Dalla scorsa settimana – spiega il vescovo ausiliario dell’arcidiocesi di Southwark, Patrick Lynch, responsabile del progetto – abbiamo lanciato una serie di articoli informativi sulla stampa cattolica. Le parrocchie di Londra saranno un riferimento per chiunque voglia uscire dal traffico. Ma i Giochi sono l’occasione per cominciare un lungo cammino di contrasto del fenomeno». Durante i Giochi Scotland Yard prevede un aumento delle vittime. «Attiveremo perciò – commenta il detective Kevin Hyland, responsabile del dipartimento anti tratta – un servizio di pronto intervento in collaborazione con alcune Congregazioni cattoliche. Purtroppo sono sempre più frequenti i casi di tratta di minori in Gran Bretagna. I numeri attuali? A Londra sappiamo che ottomila persone sono indotte a prostituirsi, ma il fenomeno è più ampio». Infine suor Eugenia Bonetti, la Missionaria della Consolata che guida l’ufficio “anti-tratta” dell’Usmi, l’Unione Superiore Maggiori d’Italia, che ha ricordato l’importanza - per il recupero delle vittime - «di un rifugio sicuro dove sfuggire ai trafficanti» e del lavoro di rete svolto in Italia dalle Congregazioni religiose, dalla Caritas e da tante organizzazioni della società civile, ormai un modello. «Infine – ha concluso la religiosa – non dimentichiamo che la tratta è causata anche da una domanda crescente nei nostri Paesi. Dobbiamo informare i potenziali clienti, ricordando che la dignità di un essere umano non si può comprare».