Chiesa

Verona. Suor Leopoldina beata, una vita per la gioventù

Alberto Margoni sabato 29 aprile 2017

La vita di Leopoldina Naudet – che oggi viene proclamata beata a Verona – si svolse in un contesto europeo segnato da grandi cambiamenti. Nata il 31 maggio 1773 a Firenze nel Palazzo Pitti, dove i genitori prestavano servizio alla corte del Granduca di Toscana, Leopoldina, rimasta orfana della madre, venne educata dalle agostiniane di San Frediano, quindi a Soissons, in Francia.

Morto il padre quando lei aveva 14 anni, tornò a Firenze con la sorella e divennero le educatrici dei figli del granduca Pietro Leopoldo. Divenuto questi imperatore, si trasferirono a Vienna e, dopo la sua morte, in Boemia come dame di compagnia dell’arciduchessa Marianna. Leopoldina entrò in contatto con alcuni religiosi provenienti dalla Compagnia di Gesù, soppressa nel 1773: Giuseppe Varin, Nicolò Diessbach e, soprattutto, Niccolò Paccanari che desiderava dar vita ad un istituto femminile di stampo ignaziano.

Nel 1799 le sorelle Naudet e l’arciduchessa Marianna pronunciarono i voti quali Dilette di Gesù e Leopoldina divenne la superiora. Inviata in Italia alla ricerca di un luogo dove stabilire la nuova istituzione religiosa alla quale si erano aggregate altre donne, fece tappa a Padova, Loreto, Roma e Venezia. Nel frattempo Paccanari, denunciato al Sant’Uffizio, cadde in disgrazia e Naudet rimase con un piccolo gruppo di compagne. Su consiglio del canonico Luigi Pacetti, giunsero a Verona nel 1807 e l’8 maggio 1808 entrarono nel convento dei santi Giuseppe e Fidenzio dove Maddalena di Canossa affidò a Leopoldina la formazione delle sue compagne (non ancora consacrate) e l’educazione scolastica e catechistica delle ragazze povere del quartiere di San Zeno.

In quell’ambiente conobbe don Gaspare Bertoni (il santo e fondatore della Congregazione degli stimmatini) che divenne il suo direttore spirituale. Naudet andò sviluppando la sua intuizione, ispirata alla Santa Famiglia, che la porterà il 9 novembre 1816 a lasciare, insieme alle sue compagne, l’ambiente canossiano per dare avvio, nel convento delle Terese, al nuovo istituto improntato sulla spiritualità di sant’Ignazio di Loyola. Vi trovarono una formazione culturale e cristiana di prim’ordine sia le giovani convittrici delle classi nobili e colte, come pure le ragazze povere che potevano usufruire della scuola gratuita. Inoltre le religiose tenevano la catechesi per le fanciulle della parrocchia e offrivano ospitalità alle donne desiderose di trascorrere un tempo spiritualmente fecondo.

Dopo il trasferimento nel convento di San Domenico, nel 1833 l’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia ottenne sia l’approvazione imperiale sia quella pontificia. Leopoldina Naudet, dopo un periodo di malattia, morì il 17 agosto 1834, giorno della ricorrenza liturgica della beata. Il miracolo che ha portato alla beatificazione avvenne 40 anni fa e riguardò la guarigione scientificamente inspiegabile da meningite purulenta di Andrea Zemin, un bimbo di sette mesi di Creazzo ( Vicenza). «Verona nel 1800 ha visto una fioritura di istituzioni benefiche e di congregazioni finalizzate all’educazione e alla formazione umana e cristiana di ragazzi e ragazze lasciati in balia di se stessi – ricorda il vescovo Giuseppe Zenti –. In questo contesto di singolare pedagogia cristiana, la beatificazione di Leopoldina Naudet non fa che esaltare nell’oggi l’incidenza feconda di una formazione esigente, in un contesto di benevolenza, favorita da persone consacrate che hanno saputo essere trasparenza della tenerezza di Dio, nel dono del suo Spirito, nei confronti di chi non ha avuto la sorte di sperimentare la bellezza educativa nemmeno nella propria famiglia».

La venerabile Leopoldina Naudet, fondatrice dell’istituto delle Sorelle della Sacra Famiglia verrà beatificata oggi alle 16 nella basilica di Sant’Anastasia durante la concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Dopo l’atto penitenziale il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, chiederà che si proceda alla beatificazione (petizione) e il postulatore, monsignor Francesco Rosso, leggerà il profilo biografico della “venerabile serva di Dio”. Quindi il cardinale Amato, rappresentante del Pontefice, darà lettura della lettera apostolica con la quale papa Francesco iscrive Leopoldina Naudet nel numero dei beati. Verrà scoperta l’immagine della nuova beata e una sua reliquia sarà portata nei pressi dell’altare e incensata dal cardinale. Il coro e l’assemblea eseguiranno il canto “Leopoldina, o donna beata” composto per l’occasione da don Luigi Girardi e musicato da suor Monica Marighetto. Quindi il vescovo e il postulatore ringrazieranno il Papa per la proclamazione della nuova beata e riceveranno dal porporato copia della lettera apostolica.