Chiesa

Roma. La suora-runner e i migranti: la Santa Sede ha la sua prima associazione sportiva

Gianni Cardinale giovedì 10 gennaio 2019

La suora runner Marie-théo Manaud corre in piazza San Pietro dopo la presentazione di Athletica Vaticana (Ansa)

La Santa Sede ha la sua prima associazione sportiva ufficiale. Si chiama Athletica Vaticana. Ma non parteciperà alle Olimpiadi. O almeno, al momento questo è solo un “sogno”, ma non “un obiettivo” né “a breve”, né “a medio termine”. A lungo si vedrà. Questa mattina la presentazione in Sala Stampa vaticana con un evento che ha visto l’esordio del nuovo direttore ad interim Alessandro Gisotti. Presenti il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Giovanni Malagò, presidente del Coni e membro del Comitato Olimpico Internazionale (Cio); Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico (Cip); monsignor Melchor José Sánchez , sotto-segretario del pontificio Consiglio e presidente di Athletica Vaticana, e Michela Ciprietti, rappresentante della compagine sportiva.

Athletica Vaticana è la prima Associazione Sportiva costituita, e con sede, nello Stato della Città del Vaticano. La Segreteria di Stato ha affidato questa nuova e particolare realtà – iscritta nel Registro delle personalità giuridiche canoniche dello Stato della Città del Vaticano – al Pontificio Consiglio della Cultura che ha un Dipartimento dedicato proprio a “sport e cultura”. Dal gennaio 2019 Athletica Vaticana partecipa ufficialmente a tutte le manifestazioni podistiche, in virtù dell'Intesa Bilaterale firmata tra la Santa Sede e Coni, siglata lo scorso 11 settembre 2018 dal cardinale Ravasi e Malagò.

Nel suo intervento Ravasi ha rimarcato la vicinanza di papa Francesco a questa iniziativa, sottolineando come questo Pontefice “ha una forte sintonia con il mondo dello sport, aveva persino la tessera di una squadra di calcio, il San Lorenzo, in Argentina”. Il cardinale ha ricordato che “lo sport autentico fa parte di una delle componenti radicali dell’essere umano, ossia il gioco, qualcosa che si fa per libertà, gratuità, non condizionati da vincoli immediati. È qualcosa che dà valore alla bellezza”. Ecco perché “nella storia la cultura ha sempre avuto uno stretto collegamento con lo sport”. “Ma lo sport ha anche un legame con la religione; anch’essa ha alla base il gratuito”, ha osservato Ravasi richiamando San Paolo come “ideale patrono degli sportivi” per il frequente impiego di metafore e linguaggio sportivi nei sui scritti. Il porporato ha ricordato anche come Dante nella Divina Commedia abbia fatto definire “santo atleta” San Domenico nel panegirico dedicatogli da San Bonaventura nel XII canto del Paradiso. Ma non ha mancato di constatare come sia "triste" vedere a margine di eventi sportivi "spettacoli squallidi, pensiamo alle cronache di questi giorni, alla violenza negli stadi, al razzismo, una degenerazione che ha la sua rappresentazione più truce".

"Nessuno meglio di chi rappresenta questo luogo - ha detto il presidente del Coni Malagò - può sostenere determinati valori. Sono convinto che, dopo l'atletica, ci saranno anche altre discipline sportive". Poi Malagò ha scherzato con una battuta in gergo

romanesco. "Sono contento che avete fatto questa squadra, vi mettiamo a disposizione il know-how ma non 's'allargamo troppo’", ha affermato ricordando come il Kosovo, non appena messo piede ai giochi olimpici nel 2016 ha portato via una medaglia nel judo proprio all’Italia.

"Oggi nasce qualcosa di storico - ha sottolineato quindi Pancalli, del Comitato italiano Paralimpico - non è solo una novità ma una risorsa in più, un giocatore in più nella grande famiglia paralimpica italiana il cui scopo non è solo partecipare alle paraolimpiadi ma

cambiare silenziosamente la percezione della disabilità e determinare una rivoluzione culturale".

Athletica Vaticana è affiliata alla Federazione italiana di atletica leggera (Fidal) proprio in virtù dell'Intesa Bilaterale con il Coni. Nei prossimi giorni, inoltre, si procederà anche all'affiliazione alla Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali (Fispes) - in vista anche di un'Intesa con il Comitato italiano paralimpico (Cip) - con la quale è già stato siglato un Protocollo d'intesa, il 19 dicembre 2018, per rilanciare insieme un progetto anche culturale di inclusione delle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva.

Monsignor Sanchez ha ricordato che Athletica nasce tra i dipendenti del Vaticano: c'è la farmacista, il vigile del fuoco, la guardia svizzera, il dipendente dei Musei del Papa, il giornalista dell’Osservatore Romano. E c'è anche una religiosa francese, la domenicana Marie-Théo Puybareau Manaud. "La corsa per me è preghiera", ha confessato. E a chi le ha chiesto del dress code di una suora-runner, ha così risposto: "Pantaloncini e maglietta. C'è molta flessibilità, certo bisogna saperli portare". Athletica Vaticana comunque, ha già le sue divise per abbigliamento gara e rappresentanza fornite dalla ditta Erreà Sport Spa.

Complessivamente gli atleti che, al momento, fanno parte a vario titolo dell'Associazione sono circa 60. Al momento il più giovane ha 19 anni (è una guardia svizzera) e il meno giovane ne ha 62 (è un professore della Biblioteca Apostolica Vaticana).

In Athletica Vaticana ci sono anche due ragazzi migranti ospiti del Centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto gestito dalla Cooperativa Auxilium fondata da Angelo Chiorazzo (presente in conferenza stampa). Sono i “soci onorari” Jallow Buba, 22 anni arrivato dal Gambia e Ansou Cisse, 20 anni, senegalese.

Una squadra del Vaticano alle Olimpiadi? A questa domanda monsignor Sanchez ha risposto così: “Il nostro sogno è vedere la bandiera del Vaticano sfilare in apertura dei Giochi” ma” non è un obiettivo a breve e neanche a medio termine, però non chiudiamo nessuna porta". Il presidente di Athletica Vaticana non ha escluso però una partecipazione ai Giochi dei Piccoli Stati Europei (vi partecipano gli Stati con meno di un milione di abitanti), e più avanti, forse, ai Giochi del Mediterraneo, due appuntamenti internazionali ideali per portare una testimonianza di pace. E questo sulla scia del gesto simbolico che ha aperto, a febbraio 2018, le Olimpiadi invernali in Corea: la consegna della maglietta di Athletica Vaticana ai rappresentanti dello sport mondiale, a cominciare dal presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach.