Chiesa

Sacerdoti che sappiano lasciarsi ferire dalla realtà

venerdì 20 maggio 2016
Pubblichiamo il testo del Comunicato finale diffuso a conclusione della 69ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, svoltasi a Roma dal 16 al 19 maggio 2016. Con un discorso imperniato sulla triplice appartenenza che costituisce il presbitero - appartenenza al Signore, alla Chiesa e al Regno - papa Francesco ha aperto la 69ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, riunita nell’Aula del Sinodo della Città del Vaticano da lunedì 16 a giovedì 19 maggio 2016, sotto la guida del cardinale presidente, Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. Proprio il tema del rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente ha fatto da filo conduttore ai lavori, a conclusione di un cammino di approfondimento che, dall’Assemblea straordinaria di Assisi (10-13 novembre 2014), ha coinvolto le Conferenze episcopali regionali e il Consiglio permanente. I vescovi si sono confrontati sulla dimensione spirituale ed ecclesiale, come su quella amministrativa ed economica, nella volontà di individuare criteri, contenuti e forme con cui aiutare i presbiteri e le comunità a camminare nella luce del Concilio e del Magistero del Santo Padre. L’impegno condiviso di attuazione nella prassi giudiziaria della riforma del processo matrimoniale canonico ha fatto emergere in Assemblea valutazioni e indicazioni, ora consegnate al Consiglio permanente perché - in ascolto e confronto con le Conferenze episcopali regionali - elabori una proposta di revisione delle Norme che regolano il regime amministrativo e le questioni economiche dei Tribunali ecclesiastici. Nel corso dei lavori è stato approvato all’unanimità l’aggiornamento - nel segno della chiarezza e della trasparenza - di una Determinazione concernente le procedure per l’assegnazione e la rendicontazione in ambito diocesano delle somme provenienti dall’otto per mille. Come ogni anno si è dato spazio ad alcuni adempimenti di carattere amministrativo: l’approvazione del bilancio consuntivo della Cei; la definizione dei criteri di ripartizione delle somme derivanti dall’otto per mille; la presentazione del bilancio consuntivo dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero. Distinte comunicazioni hanno illustrato la situazione dei media Cei, la Giornata per la Carità del Papa (26 giugno 2016), la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù (Cracovia, 26 - 31 luglio 2016), il XXVI Congresso Eucaristico Nazionale (Genova, 15 - 18 settembre 2016), la XLVIII Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Cagliari, 26 - 29 ottobre 2017). È stato condiviso il parere dell’Assemblea circa la costituzione di alcuni Santi Patroni ed è stato presentato il calendario delle attività della CEI per il prossimo anno pastorale. L’Assemblea ha eletto il Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. Hanno preso parte ai lavori 242 membri, 35 Vescovi emeriti, il Nunzio Apostolico in l’Italia, 19 delegati di Conferenze Episcopali estere, 30 rappresentanti di religiosi, consacrati e della Consulta Nazionale per le Aggregazioni Laicali. Tra i momenti significativi vi è la stata la concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale. 1. DAL SANTO PADRE AI VESCOVI «Che cosa rende saporita la vita dei nostri parroci? Per chi e per che cosa impegnano il loro servizio? Qual è la ragione ultima del loro donarsi? » Attorno a queste domande si è snodato il discorso con cui papa Francesco ha aper- to l’Assemblea generale: discorso approfondito nell’ampio confronto a porte chiuse che l’ha seguito; discorso condiviso dai vescovi e ripreso nelle sue articolazioni dal cardinale Bagnasco, in occasione della celebrazione in San Pietro del suo 50° di ordinazione sacerdotale. «Il nostro presbitero – ha evidenziato il Santo Padre – è scalzo»: indice di sobrietà («nel ministero per sé non chiede nulla che vada oltre il reale bisogno…; il suo stile di vita semplice ed essenziale, sempre disponibile, lo presenta credibile agli occhi della gente…; cammina con il cuore e il passo dei poveri; è reso ricco dalla loro frequentazione»), ma - e più ancora - di un’appartenenza al suo Signore, che «ne marchia a fuoco l’esistenza, la conquista e la conforma a quella di Gesù Cristo, verità definitiva della sua vita». Tutto ciò, ha sottolineato il Papa, non ha nulla di intimistico: l’essere scalzo è il modo di porsi «rispetto a una terra che si ostina a credere e a considerare santa» e per la quale non esita a «donarsi senza misura», accettando «dell’altro di farsi carico, sentendosi partecipe e responsabile del suo destino». Si inseriscono in questa assunzione di responsabilità anche i richiami che il cardinale presidente - a nome della Chiesa italiana - ha rivolto ai responsabili della cosa pubblica, perché, «senza distrazione di energie e di tempo», si impegnino a individuare misure strutturali con cui affrontare «i veri problemi del Paese»: la mancanza di opportunità lavorative per i giovani, come per gli adulti che hanno perso l’occupazione; la denatalità, legata anche all’assenza di equità fiscale per le famiglie con figli a carico; le ludopatie, su cui lo Stato specula, nonostante le ricadute sociali devastanti che portano con sé. 2. PRESBITERI, LE VIE DEL RINNOVAMENTO Il rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente ha costituito il tema principale dei lavori dei vescovi. Introdotto da due relazioni - che hanno saputo valorizzare il lavoro sviluppatosi già nell’Assemblea generale di Assisi (novembre 2014), nel Consiglio permanente e nelle Conferenze episcopali regionali - è stato approfondito nei gruppi di studio e, quindi, nel dibattito assembleare. L’attenzione alla dimensione spirituale ed ecclesiale si è soffermata sulla formazione iniziale (ribadendo l’importanza nei Seminari di una selezione puntuale dei candidati e di una qualificazione degli educatori; della valorizzazione di percorsi capaci di valorizzare gli apporti delle scienze umane e dell’individuazione di nuove modalità formative che coinvolgano anche la testimonianza di coppie di sposi e di famiglie); sulla paternità episcopale (avvertita come 'sale' e 'lievito' della stessa formazione permanente, vive di una prossimità fatta di gesti semplici e silenziosi, come di cura nella procedura di assegnazione delle destinazioni pastorali e di momenti di condivisione del cammino di fede; non può prescindere da un rapporto di natura sacramentale tra sacerdote e vescovo) e sulla fraternità (dove il presbiterio, inteso come famiglia che abbraccia le generazioni, sia animato da alcuni preti 'facilitatori' delle relazioni e della comunione); sulla cura della vita interiore (sentita come la prima attività pastorale, necessaria per superare paure e incertezze, e per la quale - è stato ribadito - non si può prescindere dalla direzione spirituale) e della carità pastorale (per una spiritualità che si fonda nel ministero). I vescovi hanno condiviso l’urgenza di un clero che sappia ascoltare e accogliere le persone, lasciandosi ferire dalla realtà quotidiana, specialmente dalle situazioni di povertà e di difficoltà, a partire dalla mancanza del lavoro. Sulla via del sacerdote-pastore spesso grava un peso eccessivo, che concerne l’amministrazione dei beni ecclesiastici, complice anche una normativa civilistica complessa. In questo campo, che tocca realtà della comunità - mezzi per raggiungere i fini propri della vita della Chiesa -, la trasparenza è avvertita come obiettivo prioritario, condizione per una partecipazione attiva, responsabile ed efficace dei laici. Tale responsabilità - è stato sottolineato - necessita quindi di una formazione specifica, non solo tecnico-giuridica, ma anche etica ed ecclesiale. Tra le proposte è stata anche evidenziata la possibilità che la Curia diocesana offra supporti tecnici di qualità, che possano sostenere il lavoro dei parroci nella gestione dei beni; l’impegno a rivitalizzare gli organismi di partecipazione, promuovendo meccanismi virtuosi per giungere alle decisioni, mediante l’ascolto e il coinvolgimento, alla luce di un programma pastorale condiviso; l’importanza di studiare e condividere buone prassi relative alle forme in cui articolare l’amministrazione dei beni all’interno delle unità pastorali. L’Assemblea ha chiesto che il Consiglio permanente studi contenuti e forme per mettere a disposizione delle diocesi il lavoro maturato attorno a questo tema, con i punti essenziali della formazione permanente nelle diverse tappe della vita sacerdotale. In questa prospettiva, si avverte l’importanza di assumere le indicazioni offerte da Papa Francesco e di continuare nelle diocesi il cammino di riforma del clero, che valorizzi pienamente il concilio, focalizzando l’attenzione non sui ruoli o sulle strutture, ma sul presbiterio e sulle comunità. 3. NEL SEGNO DELLA CHIAREZZA E DELLA TRASPARENZA I vescovi hanno accolto - per poi approvare all’unanimità - la proposta di aggiornare la Determinazione della XLV Assemblea generale (relativa al n. 5 della Delibera n. 57), con lo scopo di rafforzare l’intento dichiarato di «ordinare in modo più preciso e maggiormente efficace ai fini della trasparenza amministrativa e della diffusione dei rendiconti, anche in vista dell’azione promozionale, la procedura» che si è tenuti a seguire «per la ripartizione e l’assegnazione nell’ambito diocesano delle somme provenienti annualmente dall’otto per mille». Nell’amministrazione dei beni l’Assemblea generale si è ritrovata compatta nella volontà di continuare sulla linea della massima chiarezza e trasparenza, confermando e rafforzando le linee di rigore finora adottate. Si tratta di un impegno che si muove in sintonia con i criteri presentati e condivisi lo scorso marzo in Consiglio permanente, concernenti l’elargizione di contributi con fondi provenienti dall’otto per mille. 4. PROSSIMITÀ NELLA VERITÀ Con l’individuazione delle soluzioni strutturali più adeguate alle diverse Chiese particolari, è in corso di applicazione il Motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus, con cui papa Francesco ha riformato il processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità matrimoniale. Il confronto in Assemblea ha reso manifesto l’impegno condiviso di attuazione nella prassi giudiziaria delle finalità della riforma - dalla centralità dell’ufficio del vescovo all’accessibilità, alla celerità e alla giustizia dei processi - , coniugando la prossimità accogliente alle persone con l’esigenza di assicurare sempre un rigoroso accertamento della verità del vincolo. Nell’esercizio di tale responsabilità i vescovi hanno ribadito l’importanza di poter fare affidamento sul sostegno, anche economico, della Conferenza episcopale italiana; sostegno necessario per dare concreta attuazione alla riforma. Al tempo stesso, hanno espresso la volontà di garantire la valorizzazione dell’esperienza e della competenza degli operatori dei Tribunali. La valutazioni e le indicazioni emerse nel dibattito assembleare sono ora affidate al Consiglio permanente, affinché predisponga una bozza di revisione delle Norme che regolano il regime amministrativo e le questioni economiche dei Tribunali ecclesiastici. L’iter prevede la più ampia consultazione dell’episcopato italiano, quindi un lavoro di esame, valutazione e integrazione da parte delle Conferenze episcopali regionali, per giungere infine all’approvazione definitiva da parte dell’Assemblea generale. 5. ADEMPIMENTI DI CARATTERE GIURIDICO - AMMINISTRATIVO Nel corso dei lavori, l’Assemblea generale ha dato spazio anche ad alcuni adempimenti amministrativi: l’approvazione del bilancio consuntivo della Conferenza episcopale italiana per l’anno 2015; l’approvazione della ripartizione e dell’assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille per l’anno 2016; la presentazione del bilancio consuntivo dell’Istituto Centrale per il sostentamento del clero, relativo all’anno 2015. 6. COMUNICAZIONI E INFORMAZIONI L’Assemblea Generale ha provveduto ad eleggere il presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo nella persona di monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone Veroli-Ferentino. Tra le informazioni offerte ai Vescovi c’è stata innanzitutto quella relativa ai media Cei: le innovazioni che oggi qualificano il Servizio informazione religiosa (Sir), nella volontà di corrispondere al meglio alle esigenze sia dei settimanali diocesani che di un’opinione pubblica desiderosa di conoscere l’attività della Chiesa; la situazione del quotidiano Avvenire, che - in controtendenza con un mercato editoriale in continua contrazione - segna un +0,4 di diffusione rispetto all’anno precedente; il consolidamento dei cambiamenti di palinsesto per le emittenti Tv2000 e InBlu Radio, con risultati incoraggianti. Una seconda informazione ha riguardato la Giornata della carità del Papa, che si celebra domenica 26 giugno, quale segno della partecipazione alla sollecitudine del vescovo di Roma per le molteplici forme di povertà. I dati della raccolta italiana relativi del 2015 ammontano a 6 milioni 200 mila euro. Dal 26 al 31 luglio si svolgerà a Cracovia la XXXI Giornata mondiale della gioventù, dove sono attesi circa 90mila giovani italiani, accompagnati da 130 vescovi: nelle diocesi si lavora perché tale esperienza sia parte di un cammino formativo, che ha la sua fase di preparazione, di partecipazione e di successivo accompagnamento. In autunno l’appuntamento principale della Chiesa italiana sarà a Genova, con la celebrazione del XXVI Congresso eucaristico nazionale (15 - 18 settembre). In questi mesi si sta intensificando la preparazione nelle parrocchie, per un evento che mira ad approfondire il nesso tra misericordia e missione a partire dall’Eucaristia. Un’ultima informazione ha iniziato a mettere le basi per la prossima Settimana sociale dei cattolici italiani, che si svolgerà a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017 attorno al tema del lavoro. All’Assemblea generale è stato, infine, presentato il calendario delle attività della Cei per l’anno pastorale 2016 - 2017. I vescovi si sono confrontati sulla dimensione spirituale ed ecclesiale, su quella amministrativa ed economica, nella volontà di individuare criteri, contenuti e forme con cui aiutare i presbiteri e le comunità a camminare nella luce del Concilio e del Magistero del Santo Padre.