Chiesa

I VESCOVI E IL PAESE. «Persona e famiglia al centro. Ecco ciò che serve all'Italia»

Mimmo Muolo martedì 29 gennaio 2013
​Arriva prontamente, poco dopo la lettura della prolusione, il plauso e la consonanza dell’associazionismo cattolico nei confronti delle idee espresse dal cardinale Angelo Bagnasco. Il presidente della Cei, afferma una nota dell’<+nero>Azione Cattolica<+tondo>, «con parole chiare e piene di speranza» va «dritto al cuore delle questioni che interessano la vita del Paese e delle nostre famiglie». «Con i nostri vescovi – aggiunge la nota – pensiamo che si debba ripartire da un’agenda fondata sulla centralità della persona, della famiglia e dell’etica della vita, sulla preferenza assoluta per gli ultimi, per chi è ai margini del benessere, spesso giovani e donne, sulla trasparenza e sobrietà della vita istituzionale e sulla relatività e non assolutezza della politica rispetto all’interezza della vita civile». In altri termini «ogni soluzione della questione sociale deve porre le sue radici su una chiara base di valori di riferimento. Non è più tempo di scorciatoie».Anche per il Forum delle Associazioni familiari le parole di Bagnasco «dovrebbero far riflettere molti». In esse «le associazioni familiari si riconoscono appieno, non per adesione intellettuale, ma perché danno voce alla nostra azione quotidiana di prossimità a tutte le famiglie del Paese». « «Abbiamo poi percepito – prosegue il comunicato – una forte sintonia con la Piattaforma elettorale, che stiamo sottoponendo all’adesione personale dei candidati dei vari partiti, in cui chiediamo di ’ripartire dalla famiglia’, che tiene la società, per il futuro del Paese».Scienza&vita sottolinea come la prolusione segnali che «la bioetica, con il suo impianto valoriale, non può diventare un capitolo tra gli altri delle prossime agende politiche, ma la base antropologicamente fondata per riedificare un concreto modello di sviluppo sociale e civile per il nostro smarrito Paese»; e che la famiglia «può essere la cifra interpretativa per rileggere le istanze e i bisogni della comunità civile, a cui lo Stato ha il dovere di riconsegnare la speranza per un futuro costruito sul lavoro, sull’attenzione ai giovani, sulla lotta alla povertà».Sulla stessa lunghezza d’onda il Movimento per la Vita, che sottolinea il passaggio in cui Bagnasco ricorda la campagna "Uno di noi" a favore dell’embrione. «Una citazione ed un riconoscimento importante ad una mobilitazione che sta attraversando tutti i Paesi dell’Unione e che vuole portare sul tavolo delle Istituzioni europee milioni di firme». Dall’Mcl, infine, un auspicio in piena sintonia con la prolusione: «In questa campagna elettorale è indispensabile che la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna sia veramente ’al centro’ di ogni programma: deve esserci una maggiore attenzione sia dal punto vista culturale, sia sociale e politico».