Chiesa

Il Vaticano smentisce Ingo Dollinger. «Il terzo segreto di Fatima rivelato per intero»

Mimmo Muolo sabato 21 maggio 2016
Tutto il terzo segreto di Fatima è stato rivelato. Non esistono parti ancora non pubblicate. E il Papa emerito Benedetto XVI non ha mai parlato di questo argomento con Ingo Dollinger, un sacerdote tedesco già professore di teologia. Non poteva essere più secca e totale la smentita di alcune dichiarazioni, apparse nei giorni scorsi su alcuni giornali e siti internet, e attribuite proprio a Dollinger. Una smentita diffusa ai giornalisti dalla Sala Stampa vaticana e riconducibile a papa Ratzinger in persona, che in tal modo fa calare una pietra tombale sulle fantasiose illazioni che ciclicamente vengono rilanciate su questo tema.
«Alcuni articoli apparsi recentemente – si legge infatti nella nota distribuita ieri ai media – hanno riportato dichiarazioni attribuite al professor Ingo Dollinger, secondo cui il cardinale Ratzinger, dopo la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima (avvenuta nel giugno 2000), gli avrebbe confidato che tale pubblicazione non è stata completa». A tale proposito, aggiunge il testo «il Papa emerito Benedetto XVI comunica “di non aver mai parlato col professor Dollinger circa Fatima”, afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al professor Dollinger su questo tema “sono pure invenzioni, assolutamente non vere” e conferma decisamente: “la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa”». A questo punto, dunque, non c’è più spazio per ulteriori elucubrazioni. Bisogna del resto ricordare che il terzo segreto di Fatima fu pubblicato con l’autorizzazione di Giovanni Paolo II durante il viaggio da lui stesso compiuto nella cittadina portoghese sede delle apparizioni mariane del 1917 durante Giubileo del 2000 per beatificare Francesco e Giacinta Marto. Quel giorno – era proprio il 13 maggio, festa della Madonna di Fatima e 19° anniversario dell’attentato quasi mortale di Ali Agcà – al termine della Messa celebrata alla Cova da Iria il testo del segreto fu letta dal cardinale Angelo Sodano, all’epoca segretario di Stato vaticano. È noto, infatti, che Giovanni Paolo II aveva sempre attribuito all’intervento miracoloso della Vergine l’aver deviato la traiettoria del proiettile che non aveva leso organi vitali. Quello stesso proiettile, sempre per volontà del Papa ora santo, è ora incastonato nella corona della statua della Madonna, venerata nel santuario di Fatima. Di qui la decisione di rendere nota la parte del segreto messa per iscritto da suor Lucia, la più longeva dei tre pastorelli veggenti, nel 1944 e fino ad allora mai pubblicata. Come è noto, nella visione dei tre pastorelli c’è anche un vescovo vestito di bianco nel quale gli stessi veggenti credono di riconoscere il Papa. Egli viene ucciso sulla «strada dei martiri», che rappresenta il contesto della medesima visione. Perciò nel commento teologico diffuso il 26 giugno 2000, proprio l’allora cardinale Ratzinger, a quel tempo prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, annota: «Non doveva il Santo Padre, quando dopo l'attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del "segreto", riconoscervi il suo proprio destino? Egli era stato molto vicino alla frontiera della morte ed egli stesso ha spiegato la sua salvezza con le seguenti parole: «"Fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il Papa agonizzante si fermò sulla soglia della morte" (13 maggio 1994). Che qui una "mano materna" abbia deviato la pallottola mortale, mostra solo ancora una volta che non esiste un destino immutabile, che fede e preghiera sono potenze, che possono influire nella storia e che alla fine la preghiera è più forte dei proiettili, la fede più potente delle divisioni». Comunque, già da quel commento, pubblicato un mese e mezzo dopo la diffusione del terzo mistero, si evinceva chiaramente che tutto era stato rivelato. Una certezza, questa, più volte ribadita anche dal cardinale Tarcisio Bertone, il quale quando era segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, si recò due volte a Coimbra (il 27 aprile del 2000 e il 17 novembre 2001) ottenendo anche da suor Lucia l’assicurazione che il segreto era stato rivelato nella sua interezza e la scena del papa ucciso rappresenterebbe l’attentato del 1981.