Chiesa

La lettera. «Io, che sono parroco a Roma, pago tutto E metto a disposizione le ricevute»

don Fabio Bartoli sabato 27 agosto 2011
Sono il parroco di San Valentino al Villaggio Olimpico, duemila anime, una parrocchia relativamente piccola per Roma. La mia parrocchia è proprietaria di un immobile, di quelli accusati di evadere le tasse e non pagare l’Ici. L’appartamento, 80 metri quadrati in piazza Jan Palach, fu lasciato in eredità alla parrocchia da una signora. Con un vincolo: che continuasse ad abitarci, come affittuaria, la sua badante a sua volta non giovanissima; che ci abita tuttora, pagando circa 500 euro di affitto al mese, la metà del prezzo di mercato. Ma è giusto così, perché di più non potrebbe permettersi di pagare. Sono 500 euro utilissimi per le esigenze della parrocchia: per la sua vita pastorale, le iniziative educative, le opere di carità.La parrocchia versa regolarmente l’Ici e deposita ogni anno il contratto d’affitto. A spanne – ho messo tutto in mano a un avvocato per non correre il rischio di errori – allo Stato finiscono tre o quattro mensilità ogni anno. Sono pronto a mostrare, a chi me li volesse chiedere, ricevute e contratto. So anche di non essere solo e conosco molti altri parroci nelle mie stesse condizioni: pagano, pagano tutto. E non saprei che cosa dovremmo pagare ancora e di più.