Chiesa

Scholas Occurrentes . «Il mondo cambia con l’educazione»

giovedì 5 febbraio 2015
"Ognuno di noi ha un tesoro dentro di sé, non nascondete il tesoro che ognuno di noi ha, a volte si trova subito, altre volte no, proprio come nel gioco del tesoro. Ma una volta trovato bisogna condividerlo con gli altri". È il messaggio che Papa Francesco ha voluto indirizzare a tutti i giovani disabili dialogando in videoconferenza con sette ragazzi portatori di handicap in varie parti del mondo che aderiscono al progetto educativo delle Scholas Occurrentes. "Grazie - ha aggiunto Francesco - perché aiutate tutti noi a capire che la vita è un tesoro, ma solo se lo diamo agli altri". "Tutti voi avete come una scatoletta - ha anche detto il Papa - dovete aprire questa scatola e farne uscire il tesoro che c'è dentro". Le Scholas Occurrentes sono nate in Argentina per volere dell’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio e sono un’applicazione concreta di quella cultura dell’incontro prioritaria per Papa Francesco. Una rete che, nata con pochi giovani a Buenos Aires per volere dell’arcivescovo Bergoglio, ormai conta 400mila scuole statali o religiose, sparse nei 5 continenti, connesse tra loro attraverso sport, arte e tecnologia.«Con macchina e tablet? Io sono un disasatro». "Soy un tronco... Que verguenza!". Papa Francesco è in collegamento via web-camera con sette ragazzi disabili di tutto il mondo. Il "Hangout Google" (la videoconferenza tra più persone), nell'aula vecchia del sinodo in Vaticano, è il momento culminante del IV congresso mondiale della rete internazionale di scuole. Quando tocca a Alicia, 17enne spagnola afflitta da sindrome di Down a cui piace fare le fotografie (ha una moderna fotocamera tra le mani), domanda al Papa se gli piace scaricare le foto sul pc. Jorge Mario Bergoglio, ha parlato in spagnolo per tutto il tempo, confida: "Vuoi la verità? Sono un disastro (la colorita espressione argentina è "tronco", ndr) con la macchina, non ho tablet, non so maneggiare il computer... Che vergogna, eh?".La cultura italiana. "Dobbiamo cercare in ogni popolo le proprie tradizioni, quelle cose che sono all'origine della patria, che sono le fondamenta dell'identità nazionale. La cultura italiana, per esempio, non può rinnegare Dante Alighieri come fondamento della cultura, come quella argentina non può rinnegare il 'Martin Fierro". Lo ha detto papa Francesco nel corso della cerimonia di chiusura del congresso di Scholas Occurrentes. "Non cambieremo il mondo se non cambiamo l'educazione" ma oggi "il patto educativo tra le famiglie, la scuola e lo Stato, è rotto, è assai rotto e non si può semplicemente incollare".Per ricucire il patto educativo, ha quindi continuato Bergoglio, è necessario uno sforzo di "armonizzazione" tra tutti i responsabili, un'armonizzazione, ha insistito, che può passare solo attraverso "l'educazione alla bellezza", che si esprime nelle tanti arti come la pittura, la scultura e la letteratura.