Chiesa

PAPA IN ANGOLA. «Giovani, non abbiate paura di prendere decisioni definitive»

sabato 21 marzo 2009
Benedetto XVI ha rivolto questo pomeriggio un appello ai giovani dell'Angola e dell'Africa affinchè trovino il coraggio delle scelte impegnative nella vita a cominciare dal matrimonio anche se questo va contro la cultura sociale dominante. "Giovani amici, sementi dotate della forza del medesimo Spirito eterno - ha detto il Pontefice ai giovani radunatisi nello Stadio dos Coqueiros di Luanda - sbocciate al calore dell'Eucaristia, nella quale si realizza il testamento del Signore: Lui si dona a noi e noi rispondiamo donandoci agli altri per amore suo"."La cultura sociale dominante - ha aggiunto - non vi aiuta a vivere la Parola di Gesù e neppure il dono di voi stessi a cui Egli vi invita secondo il disegno del Padre. Carissimi amici, la forza si trova dentro di voi, come era in Gesù", "perciò - ha detto ancora - non abbiate paura di prendere decisioni definitive. Generosità non vi manca - lo so! Ma di fronte al rischio di impegnarsi per tutta la vita, sia nel matrimonio che in una vita di speciale consacrazione, provate paura: 'Il mondo vive in continuo movimento e la vita è piena di possibilità. Potrò io disporre in questo momento della mia vita intera ignorando gli imprevisti che essa mi riserva? Non sarà che io, con una decisione definitiva, mi gioco la mia libertà e mi lego con le mie stesse mani?'". "Tali sono i dubbi che vi assalgono - ha detto ancora - e l'attuale cultura individualistica e edonista li esaspera. Ma quando il giovane non si decide, corre il rischio di restare un eterno bambino! Io vi dico: Coraggio! Osate decisioni definitive, perchè in verità queste sono le sole che non distruggono la libertà, ma ne creano la giusta direzione, consentendo di andare avanti e di raggiungere qualcosa di grande nella vita". "Non c'è dubbio - ha spiegato Ratzinger - che la vita ha valore soltanto se avete il coraggio dell'avventura, la fiducia che il Signore non vi lascerà mai soli". "Gioventù angolana - ha detto il Papa - libera dentro di te lo spirito santo, la forza dall'alto! Con fiducia in questa forza, come Gesù, rischia questo salto per così dire nel definitivo e, con ciò, offri una possibilità alla vita!".In tal modo ha detto il Pontefice "verranno a crearsi tra voi delle isole, delle oasi e poi grandi superfici di cultura cristiana, in cui diventerà visibile quella 'città santa che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposò. Questa è la vita che merita di essere vissuta e che di cuore vi auguro. Viva la gioventù di Angola!".Ai bambini mutilati. Allo stadio di Luanda, Benedetto XVI ha voluto salutare in particolare questa sera "alcune delle migliaia di giovani angolani mutilati in conseguenza della guerra e dalle mine". 'Con evidente commozione ha proseguito: "Penso alle innumerevoli lacrime che tanti di voi hanno versatoper la perdita dei familiari, e non è difficile immaginare le nubi grigie che coprono ancora il cielo dei vostri sogni migliori. Leggo nel vostro cuore un dubbio, che voi rivolgete a me: "Questo è ciò che abbiamo. Quello che tu ci dici non si vede! La promessa ha la garanzia divina, noi vi crediamo, ma Dio quando si alzerà per rinnovare ogni cosa?'. La risposta di Gesù è la stessa che Egli ha dato ai suoi discepoli: 'non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto?'. Siate certi che Gesù non ci lascia senza risposta".Benedetto XVI al termine dell'incontro che ha avuto questo pomeriggio con i giovani angolani, è ritornato in nunziatura ma prima di entrarvi fisicamente ha voluto soffermarsi, per circa dieci minuti, con alcuni bambini di una scuola di Luanda a salutarli e a conversare con loro. I bambini hanno fatto alcuni doni al papa tra i quali due piante di fiori. Benedetto XVI si è mostrato molto divertito e contento di questo incontro fuori programma. Prima di impartire loro la benedizione ha ascoltato una canzone che i bimbi gli hanno cantato, una canzone di benvenuto e di ringraziamento per la sua visita in Angola.