Chiesa

Quito. Il Papa al popolo dell'Ecuador: nessuno sia escluso o scartato

martedì 7 luglio 2015
Il terzo giorno di papa Francesco in Ecuador si annuncia fitto di impegni. Alle 10, quando in Italia saranno già le 17, il Papa celebrerà la messa nel Parco del Bicentenario di Quito. Subito prima incontrerà i circa 40 vescovi del Paese mentre, dopo il pranzo in nunziatura, visiterà la Pontificia università cattolica dell'Ecuador dove incontrerà il mondo della scuola e dell'università, e terrà un discorso.Alle 18 ora locale nella chiesa intitolata a San Francesco, che è l'edificio religioso più antico della America latina e si trova nel centro storico di Quito, gli verranno consegnate le chiavi della città e incontrerà la società civile. Ultimo appuntamento della giornata sarà la visita alla Chiesa della Compagnia, retta dai gesuiti.La visita al presidente CorreaNella serata di lunedì (notte fonda in Italia) Papa Franceso, dopo la Messa con un milione di persone a Guayaquil e il rientro in aereo a Quito, è andato al Palazzo presidenziale Carondolet per una visita di cortesia al presidente Correa (che peraltro aveva già salutato all'arrivo in America Latina). Il colloquio, durante il quale il Papa si è affacciato due volte alla Loggia con Correa, si è concluso con un appello a ritrovare la via del dialogo. Il Papa ha assicurato a Correa che "potrà contare sempre sull'impegno e la collaborazione della Chiesa, che vuole servire il popolo ecuadoriano e difenderne la dignità". La visita in CattedraleLasciando il Palazzo per raggiungere a piedi la Cattedrale Francesco è passato poi davanti alla targa che ricorda l'uccisione, il 6 agosto 1875, del presidente Gabriel Gregorio Garcia y Moreno, per mano dei sicari della massoneria, diffusa tra i latifondisti. Il Papa ha poi brevemente visitato la Cattedrale di Quito.Sul sagrato, Francesco si è rivolto ai presenti con un breve messaggio di saluto, più breve di quello già preparato per l'occasione: "Do la benedizione a ciascuno di voi, alle vostre famiglie, a tutte le persone care e a questo grande e nobile popolo ecuadoriano, perché non ci siano differenze, selettività, gente scartata, perché tutti siano fratelli, nessuno sia escluso e non ci sia nessuno che resti fuori da questa grande nazione ecuadoriana. A ciascuno di voi, alle vostre famiglie, do la benedizione. Ma prima recitiamo insieme l’Ave Maria. E per favore vi chiedo di pregare per me. Buona notte e a domani".