Chiesa

GIORNATA MONDIALE ONU. Aids, il Papa: cure negate ai bimbi più poveri

mercoledì 28 novembre 2012
Un gran numero di bambini contrag­gono il virus del­l’Aids «dalle proprie ma­dri, nonostante vi siano terapie per impedirlo» e questo a causa della po­vertà. Lo denuncia il Pa­pa che in vista della Gior­nata mondiale dell’Onu contro l’Aids, in calenda­rio il primo dicembre, ha lanciato un «appello» al termine della udienza ge­nerale, tenutasi nell’aula Paolo VI in Vaticano.
La Giornata mondiale contro l’Aids, ha ricorda­to Benedetto XVI prima dei saluti in italiano, è u­na «iniziativa delle Nazio­ni Unite per richiamare l’attenzione su una ma­­lattia che – ha voluto sot­tolineare il pontefice – ha causato milioni di morti e tragiche sofferenze uma­ne, accentuate nelle re­gioni più povere del mon­do, che con grande diffi­coltà possono accedere a farmaci efficaci». «In par­ticolare – ha aggiunto Be­nedetto XVI – il mio pen­siero va al grande nume­ro di bambini che ogni anno contraggono il virus dalle proprie madri, no­nostante vi siano terapie per impedirlo. Incoraggio – è la conclusione dell’ap­pello del Papa – le nume­rose iniziative che, nel­l’ambito della missione ecclesiale, sono promosse per debellare questo fla­gello ». Il tema delle cure negate ai più poveri è caro a Be­nedetto XVI e alla «politi­ca sanitaria» della Chiesa. Già in altre occasioni poi il Papa ha segnalato le be­nemerenze della Chiesa nella assistenza ai malati di Aids, tra l’altro sottoli­neando nel libro-intervi­sta «Luce del mondo» che il 25 per cento delle strut­ture del pianeta per la cu­ra dell’Aids sono cattoli­che.
La Santa Sede, inol­tre, non smette di lancia­re appelli perché le case farmaceutiche abbassino i prezzi delle medicine che curano l’Aids, soprat­tutto nei Paesi più poveri. Sono infatti i bimbi dei Paesi del terzo mondo i più esposti a contrarre il virus dalla madre, cosa che potrebbe essere tran­quillamente scongiurata se le terapie efficaci con­tro l’Hiv fossero accessi­bili a prezzi meno elevati. Sabato, in occasione del­la Giornata mondiale, sarà diffuso il nuovo rap­porto delle Nazioni Unite sulla malattia.