Chiesa

Il caso. Ordine di Malta: lealtà e fedeltà al Pontefice

Andrea Galli giovedì 2 febbraio 2017

L'incontro con i giornalisti alla Stampa Estera

L'Ordine di Malta «non è in lotta con il Papa. Si tratta di riconquistare la fiducia». Lo ha sottolineato il Gran Cancelliere dell'Ordine di Malta, Albrecht von Boeselager, reintegrato nelle sue funzioni dopo le dimissioni del Gran Maestro Matthew Festing. «L'intento del Papa – ha spiegato Boeselager nel corso di un incontro alla sede della Stampa Estera di Roma – è di rafforzare la nostra missione, non indebolirci». Il Gran Cancelliere ha quindi ribadito la piena «lealtà e fedeltà» al Pontefice, il cui intervento «non ha violato la sovranità dell'Ordine»: «Il Vaticano si è preso cura della nostra crisi… Il Papa non interferirà con le nostre relazioni con gli Stati. Si rende conto che le nostre funzioni sovrane sono al servizio della Chiesa».

Scandalo contraccettivi: «Accuse infondate»

Le dimissioni del Gran Maestro Festing sono arrivate dopo le frizioni che avevano avuto origine dall'allontanamento lo scorso dicembre dello stesso Boeselager, accusato di aver permesso la distribuzione di contraccettivi nel corso di attività assistenziali dell’Ordine in Asia e in Africa. «È stato dimostrato che le accuse contro di me sono infondate, la mia coscienza è pulita» ha detto il Gran Cancelliere, spiegando che «tutti i progetti» relativi alla questione dei preservativi «sono stati sospesi ad eccezione di uno nel Myanmar».

Delegato Pontificio e nuovo Gran Maestro

A proposito del delegato pontificio che sarà nominato, il Papa «ha indicato che il suo compito sarà concentrarsi sull'aspetto religioso dell'ordine e sul ruolo dei membri professi». «Sarà l'unico suo portavoce all'interno dell'Ordine» ha spiegato Boeselager. L'elezione del successore del Gran Maestro avrà luogo nei prossimi tre mesi, come previsto nella Costituzione dell'Ordine di Malta: probabilmente nella seconda metà di aprile, anche se la data non è stata ancora fissata.

Rinnovato impegno per profughi e immigrati

«Questa crisi di governo che abbiamo avuto – ha aggiunto Boeselager – resterà un evento marginale nel corso della nostra storia: la vera crisi che stiamo vivendo è quella di milioni di persone che fuggono dai loro Paesi e che sono torturate. Siamo allarmati e preoccupati dal proliferare di posizioni discriminatorie nei confronti degli immigrati, basate anche sulla loro nazionalità. La storia ci ha già fornito numerosi esempi che mostrano le drammatiche e mostruose conseguenze di politiche basate sulle origini e sulle etnie. Allo stesso modo il governo dell'Ordine prende una forte posizione contro la crescente indifferenza per i diritti umanitari codificati dalla convenzione di Ginevra». Una priorità dell'Ordine è quindi «il rafforzamento della rete diplomatica e il campo di azione degli attuali programmi dell'Ordine, che resterà concentrato sulla cooperazione e il coordinamento con l'Unhcr, la missione Onu in Libia, la missione navale mediterranea Sophia e l'organizzazione internazionale per la migrazione Oim».