Chiesa

Opus Dei. Un italiano fra i 34 nuovi sacerdoti da tutto il mondo

Francesco Ognibene sabato 4 maggio 2019

L'ordinazione dei 34 nuovi sacerdoti dell'Opus Dei a Roma

Chi è il sacerdote? «Uno che deve saper ascoltare, e nell’ascoltare non deve giudicare ma comprendere», e che «non sempre ha una risposta alle domande, perché le soluzioni si costruiscono con calma». Lo dice Claudio Tagliapietra, da ieri “don”, ordinato in Sant’Eugenio a Roma dal cardinale Antonio Cañizares insieme ad altri 33 fedeli dell’Opus Dei di 16 Paesi. Veneziano di Burano, 35 anni, laureato in economia alla Bocconi con specializzazione a Rotterdam, don Claudio ha studiato a Roma teologia dogmatica e si sta perfezionando con un dottorato in teologia fondamentale. È il solo italiano tra i nuovi preti che si incorporano nel clero della Prelatura, in compagnia di figure come il neozelandese Samuel Fancourt, convertito da pochi anni. «Quando guardi indietro – racconta – ti rendi conto che Dio è intervenuto nella tua vita, anche in quelle vite apparentemente meno religiose. Gente, luoghi, vicende, magari lontani dalla fede: ma, col tempo, tutto va a posto». Anche Paul Kioko, da medico in un ospedale di Nairobi a prete, ne avrebbe da dire: «Un sacerdote –è uno che sta “di guardia” in ogni momento della sua vita». Pensiero simile a quello espresso da Cañizares nell’omelia della Messa cui ha partecipato – dal presbiterio – anche il prelato dell’Opus Dei, monsignor Fernando Ocáriz: «Non dimenticatelo: il buon pastore è colui che, come Cristo, pensa sempre al bene delle anime. E per questo è capace dei sacrifici più grandi: perché sa amare».