Chiesa

INSIEME A PIETRO. Nel Castello di Benedetto

Gianni Cardinale mercoledì 10 agosto 2011
Il terzo volume su Gesù, i discorsi per la Gmg di Madrid e il viaggio in Germania, la «riflessione sulla fede» in vista degli importanti anniversari del 2012. Le vacanze di Benedetto XVI a Castel Gandolfo non sono solo occasione di riposo per il corpo, l’anima e la mente. Ma, come al solito e forse più del solito, anche momento in cui lavorare alla fattura di libri a cui il Pontefice tiene moltissimo e preparare con cura particolare alcuni appuntamenti prossimi. Senza mai distogliere lo sguardo paterno dalle grandi e piccole crisi che colpiscono il mondo, come dimostrano le parole su Siria e Libia pronunciate domenica all’Angelus.Quest’anno Benedetto XVI ha di nuovo scelto di trascorrere l’intero periodo estivo a Castel Gandolfo, rinunciando per il secondo luglio consecutivo a un puntata alpina. Nessuno può dire se si tratta di una opzione ormai definitiva – in fondo fino a Giovanni Paolo II le Ville Pontificie avevano l’esclusiva delle vacanze papali – o se invece in futuro ci potranno essere dei ripensamenti. Sta di fatto comunque che papa Ratzinger a Castello mostra di trovarsi benissimo. Lo ha spiegato lui stesso quando lo scorso 7 luglio, appena arrivato, si è affacciato dal balcone del Palazzo Apostolico e ha detto: «Qui trovo tutto: montagna, lago e vedo persino il mare, una bella chiesa con la facciata rinnovata, e gente buona. Per questo sono felice di essere qui».Non è un segreto che il Papa, fin da quando era professore, è molto metodico nei ritmi della vita quotidiana. Ritmi che durante il periodo di vacanze a Castel Gandolfo assumono un carattere solo un po’ più disteso e flessibile. Ritmi segnati dalla preghiera, dalle ore di lavoro, dalle lunghe passeggiate pomeridiane lungo i bellissimi giardini vaticani con la recita del Rosario. E da alcuni momenti di svago, come l’ascolto di un buon cd di musica classica o, specialmente quando a Castello c’è anche il fratello Georg, una rilassante suonata al pianoforte. A fare compagnia al Papa ci sono i volti noti del cosiddetto appartamento pontificio, anche se a ranghi un po’ ridotti. Così il segretario particolare monsignor Georg Gänswein e l’altro segretario monsignor Alfred Xuereb si alternano ritagliandosi anche loro un po’ di vacanza, così come si alternano a due a due anche le quattro Memores Domini che così possono partecipare agli esercizi spirituali. Anche il "cameriere" Paolo Gabriele può godere di un po’ di ferie con la famiglia e al suo posto torna in servizio il sempre fidato e discreto Angelo Gugel, predecessore di Gabriele dal 1978 al 2005. Con agosto è poi arrivato dalla Baviera il fratello Georg. Mentre sono sempre possibili delle gite fuori Castello, che però vengono programmate e organizzate nella massima riservatezza (lo scorso anno venne confermata quella che portò il Pontefice a Rocca di Mezzo dal decano del Sacro Collegio Angelo Sodano e a Poggio Cinolfo, vicino Carsoli, dal cardinale Fiorenzo Angelini). Bisogna poi ricordare che dai tempi del cardinale Jean Villot con Paolo VI, anche il segretario di Stato vaticano risiede abbastanza stabilmente a Castel Gandolfo in un appartamento di Palazzo Barberini, poco distante dal Palazzo apostolico, all’interno del complesso delle Ville Pontificie. E anche quest’anno l’attuale più stretto collaboratore del Papa nel governo della Chiesa universale, il cardinale Tarcisio Bertone, non ha fatto mancare la sua presenza.Prima di partire per il cosiddetto «Vaticano numero due» il Papa ha personalmente raccolto in un ampio borsone i libri da portare a Castello. Facile pensare che sono compresi tutti gli studi più autorevoli e recenti sull’infanzia di Gesù. Ma anche qualche opera non teologica e più rilassante. Immancabili poi i cd degli autori preferiti: Mozart, Schubert, Bruckner e Haydn. Quest’anno, come ha confermato anche il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, l’intenzione è quella di finire il terzo volume del Gesù di Nazaret. L’opera, molto attesa, potrebbe arrivare in libreria per Natale. Ma non c’è solo la parte finale della trilogia su Gesù nei programmi di papa Ratzinger a Castello. Quelle del Papa infatti sono sempre anche vacanze di lavoro. Così ogni mattina puntualmente arriva la valigia dalla Segreteria di Stato con i documenti che debbono essere visionati, o approvati. Si tratta – è vero – di una mole di pratiche più "umana" perché con la stagione estiva la Curia romana lavora inevitabilmente a ritmi ridotti. Anche il «laboratorio delle nomine curiali» non viene sospeso del tutto, ma procede, per così dire, a scartamento ridotto. E così alcune decisioni riguardanti gli organigrammi vaticani, anche importanti, potrebbero essere annunciate in questo periodo. Ma quest’anno in più c’è l’impegno per la preparazione di una serie di viaggi e appuntamenti di grande importanza. C’è da limare i discorsi per la Gmg di Madrid in programma subito dopo l’Assunta e per il viaggio in Germania di settembre. Senza contare quelli previsti a settembre ad Ancona per l’incontro con la Chiesa italiana raccolta nel Congresso eucaristico nazionale e agli inizi di ottobre in Calabria, per la visita a Lamezia Terme e alla Certosa di san Bruno. Come sempre gli uffici competenti della Segreteria di Stato hanno preparato progetti di testi, che poi vengono più o meno rielaborati fino ad arrivare alla stesura definitiva fissata dal Papa. È ovvio che specialmente sul viaggio in patria, quando per la prima volta visiterà la capitale Berlino, il tocco personale del Pontefice bavarese si farà sentire in modo particolare. L’Osservatore Romano poi in un breve ma denso articolo dedicato al Papa a Castel Gandolfo «tra lavoro e riposo», ha rivelato che in questo periodo «un altro tema centrale sta a cuore a Benedetto XVI: la riflessione sulla fede, mentre si avvicina il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Vaticano II (11 ottobre 1962)». Anniversario che si incrocerà col 20° del Catechismo della Chiesa cattolica emanato da Giovanni Paolo II con la Costituzione apostolica Fidei depositum dell’11 ottobre 1992. Al momento non risulta che la riflessione del Papa si stia condensando nella stesura di una terza enciclica. Più facile invece che possa trovare corpo in un documento solenne, motu proprio o lettera apostolica, con cui potrebbe essere indetto quell’Anno della fede su cui stanno lavorando da tempo alcuni dicasteri della Curia Romana.Come di consueto a luglio il Papa ha sospeso le udienze. Con alcune, limitate e improrogabili, eccezioni. Così il 18 luglio ha accolto il premier malese in una importante visita che ha occasionato l’annuncio delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e il Paese asiatico. E ha ricevuto, oltre al segretario di Stato, col quale si vede con una certa frequenza, anche un cardinale e un segretario di due importanti dicasteri romani per questioni che non era opportuno rinviare post aquas, come si dice in gergo curiale per intendere «a dopo le ferie». Queste udienze "vaticane" non sono state annunciate pubblicamente come invece è successo per quella concessa il 30 luglio a una delegazione della cittadina bavarese di Traunstein, dove il  giovane don Joseph Ratzinger celebrò la sua prima Messa l’8 luglio di 60 anni fa, che ha voluto onorare il Papa con una apprezzata onorificenza e un graditissimo concerto.Ad agosto gli appuntamenti previsti, oltre alla recita dell’Angelus domenicale che non si interrompe mai, sono le udienze generali, che sono riprese mercoledì 3, e la Messa in parrocchia per la solennità dell’Assunta. Ieri un altro concerto ha allietato il Palazzo Apostolico con musiche di Bach e Vivaldi (ne diamo conto in questa stessa pagina). Poi ci saranno i viaggi a Madrid e in Germania. A fine agosto è anche previsto il tradizionale incontro con gli ex allievi, che quest’anno avrà come tema la nuova evangelizzazione. Per quanto riguarda infine il rientro a Roma, come ogni anno la data non viene fissata da subito. Agli inizi di settembre, dopo una consultazione tra Prefettura della Casa pontificia e appartamento papale, si decide se stabilire il ritorno a fine settembre oppure nei primi giorni di ottobre.